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do not read - it' useless

written by il lunedì, settembre 22, 2008 in: nonsense, spleen

E' che a volte mi sento come se stessi precipitando nel baratro.
So come ti senti.
Sai guardo in basso e c'è quel precipizio fatto di cupa disperazione e so che non voglio caderci, perchè lo conosco già e non se  ne esce schioccando le dita, allora mi aggrappo a dei palliativi.
L'importante è che tu lo sappia.
Non lo so, che importanza può avere conoscere in anticipo la propria morte?
Chiedo all'oracolo se ho un futuro. La domanda è vaga. Qualcosa nel meccanismo fa contatto, l'oracolo mi parla di una donna che predice il futuro. Mi frega. So che non devo predire per me. E' fuori luogo. Come se un dentista si curasse i denti da solo, davanti allo specchio.

Il mio dentista è pazzo, lui lo farebbe. Mentre mi cura il dente, mentre infila il trapano, nell’insensibilità anestetizzata, mi parla a raffica come se potessi rispondere. Mi chiama piccolina come se non avesse che pochi anni più di me, mi accusa di avercela con lui perché non parlo. Poi ride si auto commisera e va avanti a trapanare. E’ un pazzo consapevole. Ma i folli veri sono altri. Sono gli scemi del paese, di qualunque paese, ci vado d’accordo perché sono gentile. Gennaro è uno di questi, mi chiama e dice: chi sei, rispondo col mio nome, e lui dice che lo sa e che ha parlato con mia cugina. Sono contenta gli dico. Stai bene? Sì.
Il mio dentista la prima volta che mi ha visto pensava che avessi 10 anni di meno. Quando gli dissi che non era così mi invito a pranzo.
A volte interpreto gesù, o lo psicologo del web, la gente mi racconta le proprie cose, io le leggo e do risposte e consigli sensati. A volte per via della stanchezza interpreto il comico schizofrenico, esasperando l’ironia fino a trasformarla in tragedia. A volte, quando fumo si aprono tutte le possibilità del mondo, le idee fioccano come neve in minnesota, che mi verrebbe da scrivermele sul quaderno delle cose da non dimenticare mai. Ma quasi mai ho una penna e la volontà, perchè a volte, quando fumo, la volontà mi manca e l’immensità che percepisco mi terrorizza. Così indugio in minuzie, tipo pulire la cucina come se dovessi morire di lì a poco e la casa dovesse riempirsi di sconosciuti affranti. Una volta però ho scritto: don't understimate people's pain. E lo tengo sempre a mente.
A volte interpreto il carcerato. Sono dentro per spaccio e uso di stupefacenti, furto aggravato, truffa ai danni della Pubblica Amministrazione, il tutto venuto fuori da un fermo per guida in stato di ebbrezza. Il mio avvocato mi da consigli sbagliati. E il giudice non mi vuole concedere la libertà su cauzione.

Oggi ho fatto un oracolo in cui c’entravo io ma era per un altro, quindi qualcosa su di me l’ho vista. Diceva che convivono in me una parte gentile ed una meschina che sarebbe capace mettere del veleno in una bevanda. Quando interpreto gesù, la mia pelle è trasparente, non ho le occhiaie e irradio serenità. Interpretare i ruoli mi fa sviluppare nuove capacità e induce gli altri a cambiare atteggiamento. L’altra sera ho messo dei panni secsi per una festa fetish, una parte di me molto a suo agio. La mia amica aveva una frusta di pelle, ma ecco ho scoperto che farmi colpire non mi faceva male. Non abbastanza.
A volte interpreto la protagonista di una tela surrealista e tutto ciò che vedo intorno a me sono divani che cadono dal cielo, cani coi baffi che sorridono, bambine fantasma, colori vividi, ciambelle e cioccolato a metà prezzo.
Quando è così, mi sento felice.

pagly @ 17:40 | commenti: commenti (26)(popup)

what if - nonsense but sadness

written by il venerdì, giugno 13, 2008 in: nonsense, spleen

What if ...if you didn't open the door that time? Will your life be different? The answer my friend is of course...but you will never know how.
Dentro è un miscuglio di cose, non ne posso parlare...dentro è un groviglio di pensieri, ma non li so dire. E non li so definire. Scrivo perchè non posso parlarne da sola, e non ho una sigaretta da tramutare in canna.
Ma la tastiera mi rende possibile dire senza emettere suono, dire nel vuoto pieno di altri schermi con altre facce. E non ho pretesa d'interessare nessuno, davvero, che voglio solo parlare per me, per via del bisogno che ho. Metto dieci centesimi in una ciotolina ogni volta che chiamo al telefono da qui, ma adesso è tardi. Metto a verbale i pensieri, o la voglia di farlo. Ma poi effettivamente taccio. Anche qui. Sento l'idea del pianto che avanza e si sposa con il sonno. Aspettate ragazzi, celebriamo le nozze fra poco. Essia. Dormire piangendo produce risvegli che restano sereni per un secondo o due, e poi è di nuovo senno. E di nuovo pioggia in faccia, dentro. Devo salvare gli occhi, perchè dove lavoro devo sorridere alla gente.

Adesso mi scuso per la non allegria, per aver abbandonato 'sto blog e per usarlo adesso come sfogatoio per cose che non posso dire. Se non vi importa, va bene, tornate tra un mese e sarà di nuovo tutto giallo qui...se invece qualcosa vi tocca, per favore ditemelo.

Un bacio.

Pa

pagly @ 01:45 | commenti: commenti (21)(popup)

maledetti vi amero'

written by il giovedì, aprile 24, 2008 in: nonsense, uteog

E’ un titolo di un film vecchio che non ho mai visto, ma mi è piaciuto subito. Il titolo dico. Come una calamita che ha un mio amico sul frigo. Ritrae un orsetto che dice “Scusi, lei mi ama un po’?

Il punto non è la ricerca dell’amore, ma la volontà di riceverlo senza pretenderlo. E ricambiare.

A volte di notte sogno il terremoto, o lo sento o tutteddue.

Ogni volta che lo sento, la mattina dopo dico a qualcuno “stanotte ho sognato il terremoto o l’ho sentito” e quello mi conferma che in effetti un terremoto c’è stato.

L’ultima volta mi è accaduto sabato. E non venitemi a dire che ci sono milioni di scosse ogni notte, io parlo di quei terremoti che dicono al tiggì. A volte mi capita di sentire anche terremoti dall’altra parte del mondo. Ma solo se sono distruttivi. Questa è una delle mie abilità ed ho i testimoni. Quindi niente ciance.

Sto spostando anni di memoria su un nuovo hard disk, si chiama G. Sta qui insieme a C e D. Il travaso mi riporta a quando la nonna tirava il vino dalla damigiana per metterlo nelle bottiglie e all’inizio succhiava dal tubo e dopo un poco il vino usciva da solo. Che magia. Altro che i vasi comunicanti. E parlo come i vecchi, ma quegli odori di cantina e vino erano molto più belli. Siamo come i nostri padri.

Divago. Vago di qua, ma senza starci troppo. In queste che altro non sono che chiacchiere bidimensionali, se non trovate un nesso un senso o un fine non affannatevi a rileggere: è così. Niente nesso, né senso né fine, solo lettere in fila, fonemi nelle orecchie, significati nella testa. Fermatevi al livello delle orecchie. E’ solo succo di testa. Anyway potrei stare ore a parlare di quanto siano belle le orecchie, sia dell’uomo che del cane.
Potrei. Ma non lo farò.
Amerovvi, maledetti, però. Little pagly

pagly @ 00:05 | commenti: commenti (45)(popup)

voglio un biglietto per i radiohead

written by il domenica, febbraio 24, 2008 in: nonsense, music, pagly criminale

ma non lo voglio pagare 100 euri...(pecchè poi mi devo pagare il travaglio fino ammilano!)
se sono due è meglio...(l'altro lo conferirei a gogogogojoob) ma non li voglio pagare 200 euri, perchè mi sentirei presa per i fondelli.

ne ho un bisogno fisico.
li posso pure, nel caso cambiare con me stessa!

e sì, ho commesso un errore a non comprarli prima...mo lo so che c'è qualcuno che ce li ha e non ci va più...mica ci deve lucrare per forza???
mica?

dice: vabbè ma mo mica è questione di vita o di morte?
dico: beh però quando non posso avere una cosa, la fantastico e la cosa diventa fantasmagorica e allora diventa questione di vita o di morte...
dice: potevi pensarci prima
dico: dannazione sì...
dice: no perchè....se ci penzavi prima con 50 euri te lo compravi...
dico: dannazione sì.
dice: è il tuo tipico atteggiamento...fai così, arronzi, non decidi e poi...
dico: ma porca puttana. potrei inventarmi una storia strappalacrime...che poi linus di radiodigei si commuove...e mi procura i biglietti...
dice: mmm linus non si commuove.
dico: me miseraaaaaa... la cosa è troppo poco importante per fare gesti estremi.
dice: eggià, alla fine è solo un concerto.
dico: eggià. potrei rapinare una banca.
dice: a che ti serve, potresti comprarli su ebay a 100 euri e risolvi.
dico: ehm...sì ma non ci sarebbe niente di criminoso. sarebbe una normale transazione.
dice: mettila così, su ebay i biglietti dei concerti non si possono vendere, quindi è criminoso.
dico: ma lo fanno tutti!
dice: eggià.
dico: non è meglio un post?
dice: un post?
dico: eh, un post dove dico che mi vendo in cambio di due biglietti, come quella tipa che scrisse che si dava, in cambio di un lavoro...che poi quei giornalisti che non hanno niente da scrivere vanno sui blog per inventare le notizie, trovano il tuo e ti pubblicano sull'espresso in un trafiletto, dicendo una giovane donna si prostituisce per un concerto, e tu fai milioni di visite e di commenti, e tra quel milione c'è sempre uno che per non far fare brutta figura al genere umano dice: la signorina pagly sarà la benvenuta al concerto, è ospite mia, per lei c'è anche una suite 5 stelle nello stesso albergo della band. e tutti felici e contenti.

dice: esseppoi viene uno brutto che ti vuole dare i  biglietti in cambio di te stessa?
dico: beh accetto e se è proprio brutto dico che ci ho mal di testa, oppure, nel caso lo ammazzo.
dice: così c'è anche l'elemento criminoso. è un ottimo piano.
dico: già. viva i fratelli cohen.
dice: già. che c'entra?
dico: niente, così.
dice: già.



pagly @ 10:57 | commenti: commenti (85)(popup)

o_O aidonnow!

written by il martedì, ottobre 16, 2007 in: nonsense
E’ come…
E’ come se passando ad un certo punto sotto un ponte...
E’ come se passando sotto un ponte all’improvviso questo cominciasse a scricchiolare.
E’ come se al momento dello scricchiolio sinistro noi rimanessimo lì fermi a guardarlo cadere anziché fuggire…perché rapiti dal processo e dopo non potessimo manco raccontarlo perché la caduta è stata rovinosa per bene.
E’ come se si venisse a sapere questa cosa paradossalmente senza che noi testimoni unici possiamo raccontarla. Come se poi una scatola nera avesse visto tutto con gli occhi e fosse rimasta lì a dire: è andata così.
Come se la spiegazione fosse sufficiente a dare un senso. Come se il senso dato più o meno arbitrariamente, fosse tutto ciò che ci aspettiamo per dire ok, il mondo non è ancora al rovescio ergo non rischio di cadere a testa in giù.
E’ come se tutti i pensieri facessero la fila per uscire, ma solo uno alla volta potessero effettivamente andare fuori dopo essere stati sottoposti al vaglio dell’ispettore della coerenza formale.
Quando invece sarebbe tutto più colorato ad andarsene in giro e dire tra triglie e calamari cose prive di senso comune, mescolare la realtà al non esiste, gridare nei luoghi a voce bassa e terminare una frase con l’inizio. Resettare e cominciare da capo. E divertirsi a vedere gli stupori, registrare le perdite di binario. Ricostruire i percorsi. Stivare l’oro e buttarlo in mare. Dare a tutti un retino e un arpione lasciarli a pescare per nutrirsi e sopravvivere, e vedere dopo quanto tempo useranno l’arpione per ammazzarsi, e il retino per prendere l’oro, accumularlo e farci una piscina, imprigionare il mare con tutti i pesci, venderli a chi ha altro oro e far morire di fame chi non compete.the world will never know - pagly's
 
Switch.
A volte si sopravvaluta l’accoppiamento. A volte è solo uno scambio. Che anziché farlo con troppe parole opere e omissioni, lo si fa con altri metodi. Uno scambio puro e semplice. Come se vestire il piacere di peccato o del nonvabenismo, consentisse di mascherarlo e renderlo irriconoscibile ai più. Come se fosse una risorsa scarsa destinata a pochi abbienti e non una cosa aggratis per tutti. Come se fare in modo che la gente stia bene e goda con quello che ha possa di per sé essere causa di rivolgimenti epocali per niente auspicabili. Come se i più fossero fessi. E i fessi fossero i pooh.
 
Una società che accetta i preti pedofili e non le lesbiche che si baciano ha qualcosa di profondamente insano. Non c’è cura.. Ma già che la nostra purezza, in quanto specie è andata via molto dopo i dinosauri e molto prima di Gesù.
 
Papa Paolo II è deceduto nel luglio del 1471 per via di una indigestione di melone.
Questo è quello che è stato detto ieri alla domanda da 70 mila euri di Chi vuol esser milionario.
Ma a ben cercare, anzi a cercare superficialmente si trova che forse, quel Papa, facile alle lacrime facili, appassionato di statue e di giovani, oppositore degli umanisti, propinatore di divertimenti al popolo, con uno stravagante amore per lo splendore, sarebbe morto in realtà per un attacco di cuore durante un rapporto sessuale con un paggio. Un PAGGIO.
Ecco, Gerry, ora lo sai.
pagly @ 16:25 | commenti: commenti (35)(popup)

chezzap?

written by il mercoledì, settembre 19, 2007 in: pensieri, nonsense, uteog

C'è qualche cosa di insano nel far volare un aquilone di notte. Citazione giovinalpopolare.

Ma non è questo il punto, o almeno credo. Il mio aquilone non ha mai volato, e comunque da solo non avrebbe potuto. No il punto è, almeno per stasera, che la capacità di elaborare pensieri che superano un certo livello di complessità è la ragione di gran parte dei problemi che ci affliggono, come individui e come popoli. Una capacità di elaborazione più sempliciotta non consentirebbe la creazione di microchip e ordigni nucleari. Staremo ancora lì, con le pietre appuntite a scrivere sulle pareti delle caverne invece che sulla plastica e nell'etere. Senza questioni di affitti, parcheggi, patatine fritte, saldi, benzina, berlusconi, mastelli, coroni, valentini, chiare, dentisti, aerei, aerei che cadono, splinderi in manutenzione, aids, destre, sinistre, centri, piccioni.

Ci sarebbero senz’altro terremoti, maremoti, enormi rapaci, eruzioni dei vesuvi, ma meno cicloni andrews.
E niente piani di evacuazione, sigarette, tumori, las vegas, e cazzi vari.
E noi lì a levigare le pietre tutto il giorno, a scuoiare animali, e vestirci del loro involucro. E ad accoppiarci col vicino di caverna, senza preliminari per due tre minuti al massimo.
Una questione di preferenze, tutto sommato.
Vado a nanna che è meglio.

Il ritornello che mi gira in testa è C’è qualche cosa di sbagliato nell’amore. mk

 

pagly @ 00:13 | commenti: commenti (26)(popup)

dico che

written by il lunedì, settembre 17, 2007 in: viaggi, nonsense
La mia cosa preferita dei cani sono le orecchie. Quelle enormi e pelose, sia pendenti che alzate. Anche le mie sono enormi, ma quelle dei cani, di certi cani, di più, e si avvantaggiano in morbidezza.
Questa è una premessa che non ha a che vedere con null’altro che sé stessa.
Forse se metto qui di fila una serie di pensieri scollegati e alla rinfusa la premessa diventa coerente nell’incoerenza dell’insieme. Tant’è, provo.
Sono stata AMMILANO senza peraltro mettere piede in città…persa tra tutti quei paesini che finiscono in ANO e ATE e che devi prendere per forza la macchina.
Sono stata alle nozze d’un amico, e lui ha scritto e cantato un brano per la sua just moglie.
Alle stesse nozze diversi parenti dello sposo si sono esibiti come cantanti professionisti lasciandomi basita.
I camerieri erano molto severi, e ci davano gli ordini.
Ho desiderato stupirli coi miei effetti speciali, ma l’abito elegante m’ha tenuto zitta e buona.
La sposa non voleva più bere perché fare la pipì con quel vestito era complicato.
Ho messo i tacchi e mi hanno fatto male.
Uno che non si può dire mi ha toccato sotto il tavolo.
La cintura di paesi attorno a Milano è belle case messe nel nulla.
Le finestre sono sbarre, che non puoi uscire fuori se non apri con le chiavi.
Ci sono molti ladri, dicono. Io non li ho visti. In realtà non ho visto quasi nessuno.
In quello stesso nulla l’unico pub era coinvolto in una serata karaoke, e lì ho scoperto che il milanese di provincia nasce cantante.
E che il karaoke ti impedisce di parlare per bene di libri con Gaetano e Antonio.
E che se non puoi parlare bevi un sacco.
Prima di addormentarmi ho pianto copiosamente, ma non ricordo il motivo. Non me lo ricordo perchè ero ubriaca, ma mi sembrava una cosa seria e hurting.
Ho vomitato tre volte domenica mattina e ho maledetto me stessa per tutti quei cubalibre, dopo un banchetto con vini rossi e bianchi e di altri colori.
Il viaggio in auto è snervante se il lettore cd è Rotto (GOD SAVE VIRGIN RADIO)
Il viaggio in auto è snervante se la coppia che è seduta davanti non si parla causa lite.
Il viaggio in auto è snervante se tutto ciò che puoi fare è guardarti le ginocchia o le altre auto.
O fumare.
E per tutto questo, ancora non ho visto il film dei Simpsons e non ho comprato il nuovo dei Marlene.  Mi vergogno come un ladro di Bollate.
better listening: Life on Mars - David Bowie
 
pagly @ 17:45 | commenti: commenti (26)(popup)

it seems like years since it's been here

written by il mercoledì, settembre 05, 2007 in: viaggi, nonsense, uteog
E il post del ritorno è diventato qualcosa che non riesco a scrivere perché ho paura d’entrare in splinder di nuovo, di tornare ad essere mio malgrado in dinamiche da villaggio, virtuale sì, ma sempre villaggio. Paura di voler di nuovo abdicare parte della vita vera a favore di altra vita, quella di pagly con la ipsilon. Ma tant’è che anche nel mondo intangibile dei bit, la buona creanza è una virtù, e io mi adeguo.
Fosse anche solo per dire la paglysettembre è data dalla paglyluglio più di un po’di altre cose che passo ad elencare. Perché un mese è un mese.
Il cilento, gli eucalipti, il cortometraggio, la casa abitata da una quindicina di parenti, le voci, i materassi a terra, sapri, eppoi il traghetto, passaggioponteperò, l’alba, here comes the sun, dubrovnic, le mura, le pietre più chiare sono quelle messe dopo i bombardamenti, la guerra. Che per un croato della mia età è un ricordo d’adolescenza. Recente, fresco. E quel mare così pulito che l'alba dal maresembra che non c’è. L’acqua. La Dalmazia. Il traghetto, il mare gigante e incazzato. E di nuovo sapri. 2700 pagine di libri lette in meno di 30 giorni.
Ho sognato d’aver ucciso due persone, con una spada tipo katana, tipo. Li ho infilzati. Ero diventata un’assassina. Di quelle che hanno fatto la cosa sbagliata per la causa giusta, direbbe il mio amico Shantaram. Nel sogno ero consapevole e convinta della mia scelta. Dopo l’omicidio sono andata a casa per parlarne ai miei e dirgli quello che mi aspettava. Loro lo sapevano già, erano addolorati ma in qualche modo orgogliosi.
Dal carcere ho scritto una lettera a Repubblica. Era bellissima. Ma mi sono svegliata.
A volte ho desiderio di lavorare al mercato nero dei dollari di Bombay, o di gestire il traffico di passaporti falsi. E nel tempo libero fare la comparsa nei film di Bollywood. Questi sono gli effetti di 30 giorni lontani dagli inciuci televisivi o web, a vivere come nel 1800: non altra distrazione che i libri.
E il mare. Che quando la temperatura dell’acqua è pari a quella del corpo, allora è come sostare nel liquido amniotico. Secondo me.
Here comes Pagly.
pagly @ 00:28 | commenti: commenti (30)(popup)

AI CHENT BILIV IT!

written by il giovedì, luglio 12, 2007 in: pensieri, nonsense, dilemma, pagly
Di tanto in tanto mi sovviene un pezzetto romantico di Daniele Silvestri in cui lui incontra lei in mezzo alla desolazione e non sa che dire…ma è lei a parlare: mi piace guardare la faccia nascosta del sole, vedere che in fondo si muove, dormire distesa su un letto di viole…e a te cosa piace?
Pagly cosa ti piace? E tra i lazzi e i pazzi (ahah!) tra le cose rotonde, e i gelati a limoneecioccolato, tra l’indierock e le nuvoliforme, rinvengo I pinguini.
Ecco lo dico e non lo negherò mai, manco in cambio di danari sonanti: adoro i pinguini.
Vedo superquark ogni giovedì con la speranza di vederli apparire sullo schermo pierangeloso, tutti lì, a centinaia, a non far nulla, o a camminare sottobraccio come tanti giovanotti che vanno alla festa di inizio estate. O che se ne tornano ubriachi da un addio al celibato. O che scivolano sulla neve e sghignazzano di un eventuale pinguino chiatto che sta passando ignaro nelle vicinanze…o che si mettono l’uovo sui piedi e lo curano per milioni di giorni. O che parlano del più e del meno, perché non c’hanno niente da fare..che già hanno cenato, ad esempio.
Sono pazza dei pinguini. Vorrei essere anche io un pinguino, o possedere dei pinguini, o sognare dei pinguini, avere pinguini per fratelli, per amici, o per vicini di casa, o per datori di lavori.. PINGUINI MERAVIGLIOSI
Fin qui tutto bene. Ma chi mi conosce sa della mia ORNITOFOBIA GRAVE. 
E se un po’ se ne intende sa e mi imputa con fare saccente che i pinguini fanno parte degli uccelli. E che HANNO LE PIUME.
La cosa mi riempie di dolore, come fossi una madre a cui dicono che il proprio figlio è un prete pedofilo razzista, in galera per aver ucciso un vecchio senza un braccio, che lo aveva scoperto a rubare i soldi della questua.
Mi genufletto a Santo Leon Festinger e alle sue teorie sulla dissonanza cognitiva. La realtà non corrisponde a quello che voglio che sia. Aziono il wishful thinking, e m’applico. Concordo con me che forse sì, essi, i pinguini, sono uccelli, ma non sono pennuti. Io aborro le piume, sono orribili e spaventose, e lo giuro i pinguini non ne hanno manco una…cerco le foto e le guardo speranzosa. La mia colonna d’ercole non deve crollare.
Rassicuratemi,  I PINGUINI SONO PELOSI, NEVVERO?
pagly @ 13:47 | commenti: commenti (76)(popup)

cut up

written by il mercoledì, giugno 20, 2007 in: viaggi, nonsense
Quando torno e mi sento stremata penso: non ho più l’età…ma poi rifletto, specchio della mia anima e della mia stanchezza, che è sempre stato così, pure a sedici anni tornavo ed ero stremata.
Prematuro rottame umano. Di pelle vera però. myroom
Ho fatto il mio salto di 28 ore a Milano. Per movimentare la cosa ci sono andata prendendo un autobus, un treno, un autobus, un treno un aereo e una macchina. La città era smodatamente calda, così non avendo visto elementi caratterizzanti, tipo duomi o castelli sforzeschi, mi sono persuasa d’essere andata a Tunisi, o in Sicilia e così è stato. Ho passato TUTTO il tempo ad accettare canne dal mio amico migliore e a stare stesa su un letto di tonino, di fianco, di faccia, di pancia. Che il pezzo di cielo dalla finestra era tutto ciano. Senza sfumature. Che se non fosse stata Tunisi sarebbe sembrata Amsterdam. Che nei risvegli parziali ho letto 200 pagine di Soffocare, Nella versione moderna della storia di Edipo è la madre che uccide il padre e si prende il figlio. E chediotimaledica Chuck Palahniuck vorrei leggerti tutto in una sola tranche. Per strada a Roma ho visto Erik Priebke…pensavo fosse morto, o in Cile sicuramente non me lo aspettavo a viale Libia. In aeroporto ho visto Galapagos, ma non era lui. Era qualcun altro ma non mi viene il nome, forse uno della Banca d’Italia. Sul palco ho visto i Q.O.T.S.A., ma per troppo poco: si sono applicati meno di me, per questo incontro. Sono in credito.
Ho riflettuto, fumando, sull’immagine di una giovane donna, con in braccio un gatto vecchissimo. Probabilmente hanno la stessa età. O paradossalmente il gatto vecchissimo ha un paio d’anni in meno della giovane donna.

pagly @ 10:57 | commenti: commenti (48)(popup)

five hundred

written by il lunedì, giugno 11, 2007 in: pensieri, nonsense, pagly
Vorrei, nell’anno 2007, ridare un pizzico di dignità alla sorpassata e vilipesa Magic Bullet Theory, La teoria del proiettile magico, in voga tra gli anni 20 e 40.
L’idea di base di questa teoria, detta anche dell’ago ipodermico, è che i messaggi dei media vengono ricevuti in modo uniforme da ogni membro dell'audience e che innescano risposte dirette ed immediate. Legata strettamente al timore suscitato dalla propaganda di guerra, la teoria  sosteneva dunque una connessione diretta tra esposizione al messaggio e comportamento. Dopo qualche anno fu sostituita da studi più elaborati che indagavano come le forme di influenza fossero selettive, e che conferivano dignità e capacità di pensiero e di elaborazione allo spettatore come singolo: era il momento delle teorie sull’influenza limitata.
Io non sono una massa informe…ma a me i film in cui la gente fuma mi inducono a uscire fuori dalla sala e fumare…i film come Paura e Delirio a Las Vegas mi inducono a uscire fuori e assumere tutte le sostanze possibili e immaginabili, o almeno a desiderare di farlo…ma soprattutto i film di Tarantino mi inducono a correre fuori e ammazzare la gente dopo averla intrattenuta con dialoghi persuasivi, e talvolta sagaci.
Nella fattispecie, con Grindhouse, m’è venuta voglia di correre fuori, andare in un locale, avere a che fare con quelle ragazze bellissime, in particolare Jungle Julia, e poi fare una strage con la mia piccola 500.
Le sto già insegnando a fare un'espressione che possa incutere terrore.
pagly's 500
pagly @ 14:46 | commenti: commenti (57)(popup)

appelle

written by il giovedì, maggio 10, 2007 in: pensieri, nonsense
 
Qualcuno mi ha scritto…sul flickr che "Pagly" translates to "crazy girl" in Hindi. Ed io non oso metterlo in dubbio…come non oso dubitare del senso che ha il mio tatuaggio sul retro, scritto in greco moderno, quando io manco so dove sta di casa il greco antico, e temo di non saper manco leggere quelle lambde, alfe, romee e omeghe di chimichiana memoria…αλήθεια  είναι ότι η αλήθεια αλλάζει
Tant’è che oltre ad essere al 70 per cento acqua, sono al 30 per cento evidente istinto e organi interni, in parte acquosi anch’essi, e se mi viene un’inghippo beh lo devo assecondare, pena la follia …anche se questo vuol dire affidare l’indelebilità ad una traduzione di un ragazzo su messenger che negli occhi c’ha pupille degne di fiducia. Della mia. A pelle.
Che la pelle si sottovaluta, ma suggerisce un sacco…E io mi fido di essa quanto mi fido delli esausti neuroni, né più né meno…come se sull’epidermico involucro fossimo un po’ cani o maiali..che drizzano le orecchie e s’agitano mezz’ora prima del terremoto…quando viene. (Parentesi su questo per dire che nello specifico non sono affidabile: prevedo e sento più terremoti di quanti ne vengano segnalati in realtà…ma tant’è che non faccio il terremotologo…)
Niente, volevo sostenere la dignità di pensiero e di argomentazione  della pelle…in un mondo di umani in cui effettivamente l'esterno è sempre in vera pelle evidente, e l'interno un mistero che solo l'autopsia può svelare.

better listening: Two moons - Arbouretum
pagly @ 17:48 | commenti: commenti (103)(popup)

eppur si muore

written by il giovedì, aprile 19, 2007 in: viaggi, nonsense

pecorelle -sarteanoche si parte alle 9 di sera da napule e s'arriva di notte a toscana..
che la gente con cui vado è inedita...che si vede la casa immensa e si apre il vino per inaugurare il uicchendo.
che la toscana è bella e sembra che il verde l'hanno inventato qui, con tutte le gradazioni, che ci si sveglia e fuori ci sono le pecorelle stese
che andiamo a siena e piazza del campo sembra un grande letto, per stendersi e poltrire come le pecore di prima.
che gli uccelli in questa città sembrano pazzi, svolazzano avanti e indietro, senza motivo, che se ti concentri fingi che non ci sono...ma giaci con la paura.
che c'è un capello nel gelato, ma non lo riesco a buttar via...che i Pici sono una pasta buona, e il vino  è come il bianco o il nero, va su tutto.
che se canti per strada di notte insieme alle amiche ti vedono pazza, ma non più di tanto...
che se non siamo stanchi andiamo a un concerto all'ex ospedale psichiatrico...
che al ritorno ci si perde e non troviamo più Sarteano, ma città di castello...umbria…che la notte però è lunga, fino a che diventa giorno.
che all'alba ritrovo il letto...insieme a un po' d'affetto. che mi sveglio mentre gli altri mangiano salame, che mi bevo il latte, e poi il vino...che lo stomaco è avvezzo...
che si canta tanti auguri...eppoi è gia domenica pomeriggio...Autostrada Roma-Napoli-15/04/2007
cha a un certo punto ci si ferma sulla napoli-roma per due ore tre...che si scende dalle macchine e si gioca coi nastri viola....che si chiama a casa...non si va avanti nè dietro...che si regala l'acqua e si aprono i biscotti all'anice...che si accende la radio e si prende atto che un camion si è ribaltatato davanti a noi...perdendo il carico di polli vivi...
che non ci ho il coraggio di andare a vedere il pollame che si sparpaglia...e scappa via libero e felice.
che l'autista è morto....che fa buio del terzo giorno....
che arrivo a casa di notte....che entro, e poi esco che m’aspettano guarda caso alla Festa della Madonna delle Galline a Pagani, che si balla la tammurriata e si compra vino a 50 centesimi nei bicchieri di plastica...
che 5 euri sono sei vini e un paio di carciofi arrostiti....
che non sono per niente stanca...che il tempo è scandito dalle nacchere...e la gente sembra che domani non è lunedì...
che quando mi poso nel letto sono già addormentata. Eppur si muore.

pagly @ 14:06 | commenti: commenti (37)(popup)

postnonpasquale - goddamnme!

written by il mercoledì, aprile 11, 2007 in: nonsense, uteog
Notte di mezza primavera, che quasi quasi non ti serva la giubba!
Joint.
Poi un altro, che c’è traffico.
Una strana fissa, singolare, nasce l’insana proposta: uè perchè non andiamo a vedere gli Isotopi di Springfiled?
Mi guardano strano, e rispondono Mumble mumble. Meglio una Guinness.
Guinness sia. Ci sediamo fuori che l’aria è doce! Tre pinte thanx. Carmela ce le porta e si ferma a chiacchierare. C’è casino stasera. Però si respira tipo lov is in di eir.
Uè perchè non facciamo una colletta e ci compriamo gli Isotopi di Springfield?
Mumble. Tsk tsk.
Oppure andiamoci a bere l'assenzio!
Allora Assenzio sia, per soprassedere sugli Isotopi, che a me a dirla tra due virgole, mi sembra davvero una buona idea. Ma vabbè, accantono per ora, e mi dirigo cogli amici del quore, fino a quel bar con le Scimmie che lo elargisce. Acqua? No liscio.
Bleah, fa una vampa nello stomaco...la vampa delle impressioni.
Cacchio. Mo c’ho un buco. Il buco cresce. Potrei imploderci dentro come una stella giunta alla fine. Che poi è l'inizio di un buco nero, ma forse cautamente sto confondendo le acque e l'astronomia.
Fame. Torniamo al pub, panino. Si chiama V road (vurod). Belli i desideri realizzabili con 3 euri.
Ancora una Guinness, per mandarlo giù. Ancora fame, per via del buco di prima.
E l’ottima idea si ripropone in veste arricchita: perchè non ci mangiamo gli Isotopi di Springfiled?
Altro panino per Pagly!
Ma poi al bancone, che ci conoscono e abbeverano ogni settimana, tramano contro quella fissa, cosa vi offro?
Tequila sale ellimone. Eppoi, un’altra?. Perché no.
E il ritorno è steso, camminato e lontano che non c’era posto per parcheggiare. La macchina è più in là del porto, sotto i ponti. Passo, passo, passo, mi guardo i piedi, Joint, esausti, come il corpo che conducono. La testa invece sembra volare di tasca propria.

Ci ho pensato bene agli Isotopi di Springfield, li dobbiamo bere! La soluzione è in me. Ma non c’è un problema.
Poi quasi casa. Serva un cappuccino. Sostiamo al bar, con l’ultima sigaretta.
Ogni tanto è così, e checchè se ne dica alla tivììì, fa bene.
E gli uccelli maledetti già casinano, forse è ora di riporsi, gudnait.
pagly @ 10:33 | commenti: commenti (47)(popup)

in nomine paglis

written by il lunedì, febbraio 19, 2007 in: nonsense, pagly, uteog
Cogitavo, in stato U.T.E.O.G., su un post, di Idiotaglobale,  circa un uomo che portava nel nome la sua storia, per cui lo difendeva orgoglioso. Tra i commenti si giungeva ad osservare che oggi il soprannome conserva in sé il fatto che il modo in cui ti chiamano, ha a che fare con te e con quello che sei. Racconta. Cosa che il nome non fa più.
Il soprannome comunque è sempre dato da altri.
Il nick è un po’diverso. Il nick, è il soprannome che noi diamo a noi stessi.
Lo scegliamo, e poi lo diventiamo.
Il mio soprannome è in origine Pagliaccio. Il Pagliaccio, al maschile. Malleato dall’uso, col tempo si è evoluto in Pagliaccino, Pagliaccetto, Pagliacciastro o più frequentemente Pagli.
Per gli amici, sono quotidianamente Pagli.
Per i blogger invece sono Pagly, con gly letto all’inglese che è il modo in cui Io ho scelto di chiamarmi.
Il punto è che una volta sedimentato, il nome diventa identità. Il risultato è che Pagly del blog è la stessa Pagli di Nocera Infernale, ma un tantino diversa. Un tantino più…più…
Un tantino più ipsilon.
pagly @ 20:59 | commenti: commenti (50)(popup)

Post per il nuovo templeit

written by il lunedì, gennaio 22, 2007 in: nonsense

Inutile post del nuovo templeit...dato che lo si vede a occhio nudo.
Inutile come certe giornate, certi climi, certe sfumature di grigio.
Inutile come certe conversazioni su msn di pura BANALIZIA:
-ciao che fai?
-lavoro
-ah interessante, io studio.
-mmf
-e che lavoro fai?
-mi occupo di grafica e comunicaz
-bello! e che fai di preciso...
-senti ho da fare
-ah, scusa...vabbè sei simpatica, ci si ribecca!
-sicuramente.
Inutile come quegli aggeggi dell'ikea che servono per assicurare i mobili alle pareti nel caso mentre sono li che stanno, decidano di cadere...come se non avessero 4 piedi...maledetti comodini.
Inutile come le cartoline dentro ai pandori, che da 100 anni promettono vetture sportive, come se il marketing in quel settore si fosse bloccato, congelato, ibernato.
Me li immagino alla riunione per il piano di marketing:
-Signor Melegatti: ragazzi quest'anno voglio una promozione stratosferica che ci permetta di vendere più pandori e sbaragliare la concorrenza!
-ragazzi mktg: beh... bisogna lavorarci su...
-Signor Melegatti: voglio qualcosa di nuovo, di mai visto, di persuasivo, seducente...è per questo che vi pago!
-ragazzi mktg: facciamo un concorso che si vince una macchina e mettiamo la cartolina per partecipare nella scatola...
-Signor melegatti: uahu! ottima idea! Ragazzo mio sei promosso, e sposerai mia figlia!
Inutili come le ipotiposi da accumulo.
Inutile come il doppio lavandino nello stesso bagno, che offre pochi vantaggi, ma consuma doppio cif ammoniacal, e doppio tempo per farsi pulire.
Inutile come la programmazione televisiva della domenica sera, che o ti guardi come si fa la gastroscopia o ti fai venire l'ulcera con gliamicidimaria, o cerchi di capire per due ore se Galante l'ha fatto apposta a gomitare a Totti.
Ah...inutilità degne evidentemente di esistere...tant'è...
vi presento il nuovo templeit...mancano piccoli accorgimenti, ma più o meno è questo.

better listening: L'Inutilità della puntualità - Afterhours

pagly @ 16:44 | commenti: commenti (51)(popup)

Post non post

written by il martedì, gennaio 09, 2007 in: nonsense

Riprendo possesso del blog, dopo che il post sui regali di natale lo ha fagocitato e risputato...
sono dell'umore per un post depresso, ma mi fanno male gli occhi e invece di scrivere qui dovrei scrivere un capitolo di tesi a pagamento, perchè mi pagano, oppure dedicarmi al mio lavoro...perchè domani consegno e non devo fare figure di cacca.
ma mi fanno male gli occhi e quindi ho la scusa per non scrivere capitoli non miei, e per non dedicarmi al mio lavoro...scusa non applicabile al riappropriarsi del proprio blog, perchè è come fare pipì sull'albero in fondo alla strada, dopo che sono passati mille cani. Essendo cani, ovviamente.
E' come arrembaggiare sulla nostra stessa nave, bisognerebbe farlo con l'impeto di chi si lancia su una fune per combattere e vincere. Ma mi fanno male gli occhi, e non mi posso dilungare. Nè correggere gli errori di battitura che fioccheranno a dismisura in questo post non post, distraendo il elttore dal senso che probabilmente neanche c'è. Né scritto, né pensato. Bau.

better listening: Team mate - Kaiser Chiefs

pagly @ 17:31 | commenti: commenti (54)(popup)

Te piac' o' presepio?

written by il sabato, dicembre 23, 2006 in: nonsense

Cari tutti, so che in questo blog manca un po' della debita e a volte cancerosa aria natalizia e dato che non sono nè una di quelle che odia il Natale, ma nemmeno una di quelle che si perde dietro le decorazioni e che sviene di fronte e nuove e luccicanti palle, ho deciso di porre rimedio in maniera decorosa proponendo un assemblamento presepiale elaborato con l'aiuto di tre cari amici.
Vi presento Stewie, il mio nuovo compagno di stanza, nei panni del Bambinello, Gaetano l'Irlandese, che indossa le vesti della Vergine, e Babbo Natale, in una interpretazione di Giuseppe tanto magistrale che io stessa stento a riconoscerlo.
Ecco a voi il Presepe in casa Pagly.

Tanti auguri a tutti.

presepebetter listening: Presepio imminente - Elio e le storie tese

 

pagly @ 10:50 | commenti: commenti (33)(popup)

Dell'insensato amor...

written by il mercoledì, novembre 22, 2006 in: nonsense

Non sono mai stata la tipa che ha facilità a invaghirsi delle celebrità, anzi, non ho mai inteso come si possa cadere in amore per superstar, star medie e portaborse delle star, ma ecco in un paio di casi, credo di aver perso irrimediabilmente la testa, il che aggiunge al danno, la beffa di non potermela cospargere di cenere.

Il mio primo e più grande amore è Ratman. Lui è decisamente cretino, minidotato, stupido, incapace di affrontare le situazioni. È un inetto e inconcludente. Ma lo adoro. E non si pensi che è perché mi fa ridere, mi piace proprio. Dico, mi piace fisicamente e moralmente. E desidero giacere con lui.

Nutro poi una passioncella per Chris, il figlio scemo, grasso, ma artisticamente e fisicamente dotato dei Griffin. E’ vagamente asociale quasi tutti lo prendono in giro, ma mi intenerisce il cuore quando corre via in lacrime gridando PAPONE...

Ma, e dico ma…c’è stata una svolta. Da un paio di sere un nuovo bagliore sulla sempiterna e deludentemente scoscesa via dell’amore...
In un cinema che in realtà è una chiesa…ho visto sullo schermo colui che ne sono certa, mi rapirà il cuore e mi porterà via lo sonno del giusto: Il MIMIMMO. Non si può certo dire che è già una star, non si trovano sue foto in giro, ma sono certa che il mondo non tarderà a riconoscerne il valore e lo spessore. Ciò che so con certezza è che, anche se non ci siamo mai scambiati una parola,  l'amo. Ebbene io l'amo.

Better listening: Unintended - Muse

pagly @ 10:30 | commenti: commenti (48)(popup)