AI CHENT BILIV IT!


Quando sono stata a Palermo ho notato come la commistione tra Sicilia e mondo arabo sia forte ed evidente non solo nelle architetture ma anche nei nomi delle strade, scritti nella doppia lingua. Uno po' come quando si va a Bolzano e tutto è in italiano e tedesco, e la cosa ha un senso.
Ma quando scendo a comprare il dentifricio,
in un piccolo negozio non appartenente a nessuna catena o frenciaising, di quelli che vendono prodotti da bagno, calze, detersivi e cose per i capelli, smalti, vestitini da bambini, e prendo una confezione di Colgate...fatico a trovarlo quel senso. Non è in doppia lingua! Il tubetto è tutto scritto in cinese, l'unica parola con caratteri occidentali è il marchio, e sul davanti c'è una famiglia a mandorla che sorride e dice qualcosa di incomprensibile.
Mi lavo i denti e penso a quelle due tre famiglie cinesi approdate a Nocera Infernale qualche mese fa. Guardo il tubetto, i cinesi che ridono, cerco di decifrare quei simboli.
Mia madre vedendolo mi ha detto: non è che è un Colgate falso?
Mumble mumble. 
Le ho detto di no giusto per contraddirla...ma continuo a scrutare il tubetto con sospetto mentre mi lavo i denti. Mi fisso sugli ideogrammi, che da bambina ho imparato a leggere l'italiano fissandomi sulle scritte delle sigle dei programmi tivì, li scruto, ma non ci riesco proprio a risolvere il dilemma (anzi trilemma): sarà un Colgate al fluoro, un colgate total, o antitartaro?
L'erba risveglia i ricordi...e in qualche modo dimostra che quella faccenda del cervello che conserva tutte le infomazioni da qualche parte, come fosse un'immenso archivio statale, è vera. Anche se noi, proprietari dell'archivio non sappiamo dove, come, quando e soprattutto perchè. I dirigenti del cervello, preposti alla supervisione del nuovo materiale da conservare in base ad una qualche logica lo sanno. E custodiscono il segreto dell'archiviazione tra le loro cose più care. Ad ogni modo a volte l'erba crea una falla. E dunque ieri mi dirigevo con gli amici del cuore al solito ubriacheggio guinnessoso del venerdì, anche se era sabato in effetti. Lungo il percorso, erba, mi sono ricordata di quando una volta, 300anni fa, eravamo in un paesino dell'Olanda sparso da qualche parte, di cui non ricordo il nome (eh dirigenti, dov'è il nome)...e non sapendo dove passare la notte ci rivolgemmo a un posto per mangiare che si chiamava Bella Italia.
L'egiziano che lo dirigeva, ci ospitò a casa sua. Tutti e cinque. Ci accolse con la sua erba, insieme guardammo un chivuolessermilionario arabo, e stranamente eravamo in grado di comprendere le 4 alternative e dare la risposta esatta. Avemmo un letto, e una bella colazione il giorno dopo, una porzione d'erba per il viaggio. Al momento dei pagamenti pattuiti lui ci rispose che il suo lavoro era quello di ristoratore non di fittacamere e non prese denaro.
Ce ne andammo dicendogli addio. Dopo dieci giorni di vagheggiamenti per l'Olanda eravamo diretti verso il Belgio.
Comprammo, per portarla al nostro amico egiziano, una bottiglia di vino in un ristorante che non so dov'era, ma apparteneva a dei sardi.
Ed ecco la riesumazione di memoria di cui parlavo: Il ristorante si chiamava MIMOSA. E non so questo da dove m'è uscito. Non ho mai saputo di saperlo e mi immagino i miei dirigenti nel cervallo ubriachi che ballano cantando A friend in needs a friend indeed,A friend with weed is better, che se ne fregano delle fughe di notizie. Ma in fondo, era sabato anche per loro.
Ma ora mi pongo due domande: Quante altre informazioni conservo nel cervello senza saperlo?
E soprattutto: C'è un modo per riesumarle se eventualmente andrò come concorrente da Gerry Scotty?
Better listening: Pure morning - Placebo
una borsa di lana nera
uno schermo lcd da 19"
due paia di calzini a righe
una t-shirt viola
una t-shirt grigia
una borsa di pucca
un paio di pantaloni per la palestra
una spilla spagnola
un pacco di colori
un libro d'arte
un romanzo
una maglia di lana con cappuccio
un set per i capelli ricci
150 euri
una maglietta romanitca
un ombrello di pucca
una borsa di winnie il pooh
una crema per il viso
un portacellulare di lana
una borsa viola
un libro sui led zeppelin
una vacanza inglese in dvd
ma io volevo uno di cui innamorarmi.
Chiedo alla Befana?
better listening: Wishlist - Pearl Jam
Non esistono persone più lamentose di altre, ma solo persone più sensibili al dolore.
Questo è quello che dicono oggi i giornali e le tivì: colpa della scoperta del gene GCH, il gene del dolore. Bando alle ciance e alle scienze. Io ho una mia teoria personale.
Credo che il dolore che si prova durante la primissima infanzia ci renda meno suscettibili da grandi. Quando avevo un anno, mia sorella mi ha tranciato parte del dito mignolo nell'armadio. E questo ha fatto di me una persona con una soglia di percezione del dolore più elevata. Sento il dolore un po' di meno e provo quasi una sensazione piacevole quando mi ferisco.
Questo ha a che fare più con l'adattamento, che con il genoma.
E forse per gli scienziati è una cazzata. Ma la questione dei geni è come una sorta di gabbia e come tutte le gabbie, poco mi piace. I geni che abbiamo sono un mix di quello che ci passa il governo parentale. E non mutano nel corso della vita. Un po' di tempo fa si parlava di un gene della cattiveria, questo equivale a una sorta di condanna per chi ce l'ha: sei destinato a fare del male, e assoluzione per chi va in giro a fare carneficine: It's genoma's fault!
Deresponsabilizzante.
E se scoprono il gene della fedeltà, potrò essere assolta dalle molteplici accuse di tradimento?
better listening Wasn't me - Shaggy
better listening: Upon this tidal wave of young blood - Claps your hands say yeah
MO BASTA!
Stamattina dopo aver sognato il terremoto (che è una costante), dopo che le pareti della mia casa si gonfiavano, dopo che sono scesa giù ed è crollato tutto, dopo che mi sono diretta ad un bar per mangiare cioccolattini ho avuto un'illuminazione.
Ho arguito, mentre ignoravo di quale fine fossero morti i miei cari, che il problema del nostro giovane ex premier sta tutto nell'educazione che ha ricevuto da bimbo.
Mamma Rosa, forse per eccesso d'amore, deve averci dato dentro col permissivismo, col lassaiz fairismo, troppi sì, tutti di seguito. Il bambino ha pensato che il mondo andasse così.
Ma ora mi sono accordata con l'educatrice + severa dei cartoni. Manderemo il bambino a Rotterdam per un po', e gli daremo una bella raddrizzata. La signorina Rottenmeier già lo aspetta.
E' arrivato il momento
di cominciare a dirgli NO!
NON SI FA!
Andate a votare stolti!

Il trilemma
Dato che oggi il mio umore è molto meno um di ieri...sono indecisa tra tre opzioni (di qui l'inadeguatezza della parola dilemma, che etimologicamente implica due possibilità).
Le opzioni del mio trilemma sono:
1. comportarmi come Berlusconi, e negare di aver pensato scritto e pubblicato il blog precedente
2. assumere l'atteggiamento dello schizofrenico con doppia personalità e limitarmi a ignorare la faccenda, in quanto riguardante l'altro me.
3.trasformarmi in Catone il censore e cancellare il misfatto.
Il trilemma è degenere ...Berlusconi, lo schizofrenico o Catone...buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
non ho sceltaaaaaaaaaaa!
povera me
Grosse KOALITION
Lo ammetto, io non l'ho visto, facevo altro, e per questo dovete aiutarmi...
ieri sera, quando era da vespa e diceva frasi come
Non ho ambizioni personali; Voglio pensare al bene del Paese;
Sul voto degli italiani all'estero ci sono molte irregolarità ed il voto potrebbe non essere valido; Occorre ragionare sull'unità, è interesse di tutti i cittadini, un governo che coinvolga tutte le forze; Sarebbe da irresponsabile escludere dal gioco democratico la metà del Paese; e il COGLIONI non era rivolto agli elettori di sinistra ma ai mie amici elettori....
DICEVO, DUNQUE, IERI SERA, MENTRE DICEVA TUTTO QUESTO, IL NOSTRO GIOVANE EX PREMIER, AVEVA UNA FACCIA COME QUESTA???

Quale realtà può
figurare la combinazione
magica ideale?
La sintesi, dicono quelli che insegnano, è un dono. Riuscire a sintetizzare in una frase sola l’essenza dell’infelicità umana, dell’insoddisfazione, dell’infinito tendere ad altro da noi e ad altro da ciò che si ha, com’è nella frase dei marlene qua sopra, significa avercelo, quel dono. E dovrei finirla qua, dimostrando, con la parsimonia delle parole, di essere signora e padrona della sintesi. Ma evidentemente non è così, altrimenti avrei già detto in tutti questi righi quello che sto ancora dicendo.
Wag the dog significa scodinzola il cane, ma la parola cane va intesa come il complemento oggetto, e non come il soggetto della frase. Ecco, tre parole, per dire che se la coda non può scodinzolare, cioè se sta ferma, allora si potrebbe scodinzolare il cane che è attaccato alla coda. Il senso è che anche le cose che non hanno senso, si possono fare. Capito?
-Wag the dog, è sempre la fottuta sintesi.
-Dove vuoi andare a parare?
-Boh.
-Dunque non è questo il modo di fare…
-Già
-AAAAAAAHHHHHHHHH!!!!!!