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AI CHENT BILIV IT!

written by il giovedì, luglio 12, 2007 in: pensieri, nonsense, dilemma, pagly
Di tanto in tanto mi sovviene un pezzetto romantico di Daniele Silvestri in cui lui incontra lei in mezzo alla desolazione e non sa che dire…ma è lei a parlare: mi piace guardare la faccia nascosta del sole, vedere che in fondo si muove, dormire distesa su un letto di viole…e a te cosa piace?
Pagly cosa ti piace? E tra i lazzi e i pazzi (ahah!) tra le cose rotonde, e i gelati a limoneecioccolato, tra l’indierock e le nuvoliforme, rinvengo I pinguini.
Ecco lo dico e non lo negherò mai, manco in cambio di danari sonanti: adoro i pinguini.
Vedo superquark ogni giovedì con la speranza di vederli apparire sullo schermo pierangeloso, tutti lì, a centinaia, a non far nulla, o a camminare sottobraccio come tanti giovanotti che vanno alla festa di inizio estate. O che se ne tornano ubriachi da un addio al celibato. O che scivolano sulla neve e sghignazzano di un eventuale pinguino chiatto che sta passando ignaro nelle vicinanze…o che si mettono l’uovo sui piedi e lo curano per milioni di giorni. O che parlano del più e del meno, perché non c’hanno niente da fare..che già hanno cenato, ad esempio.
Sono pazza dei pinguini. Vorrei essere anche io un pinguino, o possedere dei pinguini, o sognare dei pinguini, avere pinguini per fratelli, per amici, o per vicini di casa, o per datori di lavori.. PINGUINI MERAVIGLIOSI
Fin qui tutto bene. Ma chi mi conosce sa della mia ORNITOFOBIA GRAVE. 
E se un po’ se ne intende sa e mi imputa con fare saccente che i pinguini fanno parte degli uccelli. E che HANNO LE PIUME.
La cosa mi riempie di dolore, come fossi una madre a cui dicono che il proprio figlio è un prete pedofilo razzista, in galera per aver ucciso un vecchio senza un braccio, che lo aveva scoperto a rubare i soldi della questua.
Mi genufletto a Santo Leon Festinger e alle sue teorie sulla dissonanza cognitiva. La realtà non corrisponde a quello che voglio che sia. Aziono il wishful thinking, e m’applico. Concordo con me che forse sì, essi, i pinguini, sono uccelli, ma non sono pennuti. Io aborro le piume, sono orribili e spaventose, e lo giuro i pinguini non ne hanno manco una…cerco le foto e le guardo speranzosa. La mia colonna d’ercole non deve crollare.
Rassicuratemi,  I PINGUINI SONO PELOSI, NEVVERO?
pagly @ 13:47 | commenti: commenti (76)(popup)

questiono...

written by il lunedì, giugno 04, 2007 in: pensieri, dilemma, uteog
Siamo scrittori migliori sotto l’effetto di qualche sostanza?*
La risposta, credo, non si la possa dare con categorica certezza, ma senz’altro la si può indagare.
Un modo potrebbe essere quello di paragonare gli scritti sotto l’effetto di qualcosa, con altri dello stesso autore da sobrio e trarne delle conclusioni. Blandizie!
Tra i tag c’è Uteog, under the effect of grass, che ho aggiunto a tutti i post scritti da Pagly sostanziata.
Forse da quei post si potrebbe ricavare qualche dato…o meglio, qualche impressione.
O forse la si trae già da questi righi qua.
Un altro modo per rispondere (alla domanda iniziale, intendo) è quello di immaginare un Hemingway o un Bukowski lindi e pinti come un bimbetti bellini il giorno della comunione…forse sarebbero stati più simili a una sorella Bronte (sempre che le Bronte non celassero vizi nascosti)…comunque scrittori, ma più…più… … meno…sicuramente peggio!
Tutto qua. Non lo so, fate voi.
*ovviamente relativamente alla propria piccolezza
pagly @ 23:46 | commenti: commenti (71)(popup)

du iu spic ciainis?

written by il martedì, marzo 27, 2007 in: dilemma, au du iu sei

Quando sono stata a Palermo ho notato come la commistione tra Sicilia e mondo arabo sia forte ed evidente non solo nelle architetture ma anche nei nomi delle strade, scritti nella doppia lingua. Uno po' come quando si va a Bolzano e tutto è in italiano e tedesco, e la cosa ha un senso.
Ma quando scendo a comprare il dentifricio,colgate cinese in un piccolo negozio non appartenente a nessuna catena o frenciaising,  di quelli che vendono prodotti da bagno, calze, detersivi e cose per i capelli, smalti, vestitini da bambini, e prendo una confezione di Colgate...fatico a trovarlo quel senso. Non è in doppia lingua! Il tubetto è tutto scritto in cinese, l'unica parola con caratteri occidentali è il marchio, e sul davanti c'è una famiglia a mandorla che sorride e dice qualcosa di incomprensibile.

Mi lavo i denti e penso a  quelle due tre famiglie cinesi approdate a Nocera Infernale qualche mese fa. Guardo il tubetto, i cinesi che ridono, cerco di decifrare quei simboli.
Mia madre vedendolo  mi ha detto: non è che è un Colgate falso?
Mumble mumble. colgate cinese
Le ho detto di no giusto per contraddirla...ma continuo a scrutare il tubetto con sospetto mentre mi lavo i denti. Mi fisso sugli ideogrammi, che  da bambina ho imparato a leggere l'italiano fissandomi sulle scritte delle sigle dei programmi tivì, li scruto, ma non ci riesco proprio a risolvere il dilemma (anzi trilemma): sarà un Colgate al fluoro, un colgate total, o  antitartaro?

 

pagly @ 10:48 | commenti: commenti (41)(popup)

Our thoughts compressed

written by il domenica, febbraio 11, 2007 in: viaggi, dilemma

L'erba risveglia i ricordi...e in qualche modo dimostra che quella faccenda del cervello che conserva tutte le infomazioni da qualche parte, come fosse un'immenso archivio statale,  è vera.  Anche se noi, proprietari dell'archivio non sappiamo dove, come, quando e soprattutto perchè. I dirigenti del cervello, preposti alla supervisione del nuovo materiale da conservare in base ad una qualche logica lo sanno. E custodiscono il segreto dell'archiviazione tra le loro cose più care. Ad ogni modo a volte l'erba crea una falla. E dunque ieri mi dirigevo con gli amici del cuore al solito ubriacheggio guinnessoso del venerdì, anche se era sabato in effetti. Lungo il percorso, erba, mi sono ricordata di quando una volta, 300anni fa, eravamo in un paesino dell'Olanda sparso da qualche parte, di cui non ricordo il nome (eh dirigenti, dov'è il nome)...e non sapendo dove passare la notte ci rivolgemmo a un posto per mangiare che si chiamava Bella Italia.

L'egiziano che lo dirigeva, ci ospitò a casa sua. Tutti e cinque. Ci accolse con la sua erba, insieme guardammo un chivuolessermilionario arabo, e stranamente eravamo in grado di comprendere le 4 alternative e dare la risposta esatta. Avemmo un letto, e una bella colazione il giorno dopo, una porzione d'erba per il viaggio.  Al momento dei pagamenti pattuiti lui ci rispose che il suo lavoro era quello di ristoratore non di fittacamere e non prese denaro.
Ce ne andammo dicendogli addio. Dopo dieci giorni di vagheggiamenti per l'Olanda eravamo diretti verso il Belgio.
Comprammo, per portarla al nostro amico egiziano, una bottiglia di vino in un ristorante che non so dov'era, ma apparteneva a dei sardi.
Ed ecco la riesumazione di memoria di cui parlavo: Il ristorante si chiamava MIMOSA. E non so questo da dove m'è uscito. Non ho mai saputo di saperlo e mi immagino i miei dirigenti nel cervallo ubriachi che ballano cantando A friend in needs a friend indeed,A friend with weed is better, che se ne fregano delle fughe di notizie. Ma in fondo, era  sabato anche per loro.

Ma ora mi pongo due domande: Quante altre informazioni conservo nel cervello senza saperlo?
E soprattutto: C'è un modo per riesumarle se eventualmente andrò come concorrente da Gerry Scotty?

Better listening: Pure morning - Placebo

pagly @ 11:36 | commenti: commenti (44)(popup)

regali di natale

written by il giovedì, gennaio 04, 2007 in: dilemma

una borsa di lana nera
uno schermo lcd da 19"
due paia di calzini a righe
una t-shirt viola
una t-shirt grigia
una borsa di pucca
un paio di pantaloni per la palestra
una spilla spagnola
un pacco di colori
un libro d'arte
un romanzo
una maglia di lana con cappuccio
un set per i capelli ricci
150 euri
una maglietta romanitca
un ombrello di pucca
una borsa di winnie il pooh
una crema per il viso
un portacellulare di lana
una borsa viola
un libro sui led zeppelin
una vacanza inglese in dvd

ma io volevo uno di cui innamorarmi.
Chiedo alla Befana?

better listening: Wishlist - Pearl Jam

pagly @ 18:19 | commenti: commenti (67)(popup)

wasn't me!

written by il lunedì, ottobre 23, 2006 in: curiosità, dilemma

Non esistono persone più lamentose di altre, ma solo persone più sensibili al dolore.
Questo è quello che dicono oggi i giornali e le tivì: colpa della scoperta del gene GCH, il gene del dolore. Bando alle ciance e alle scienze. Io ho una mia teoria personale.
Credo che il dolore che si prova durante la primissima infanzia ci renda meno suscettibili da grandi. Quando avevo un anno, mia sorella mi ha tranciato parte del dito mignolo nell'armadio. E questo ha fatto di me una persona con una soglia di percezione del dolore più elevata. Sento il dolore un po' di meno e provo quasi una sensazione piacevole quando mi ferisco.
Questo ha a che fare più con l'adattamento, che con il genoma.
E forse per gli scienziati è una cazzata. Ma la questione dei geni è come una sorta di gabbia e come tutte le gabbie, poco mi piace. I geni che abbiamo sono un mix di quello che ci passa il governo parentale. E non mutano nel corso della vita. Un po' di tempo fa si parlava di un gene della cattiveria, questo equivale a una sorta di condanna per chi ce l'ha: sei destinato a fare del male, e assoluzione per chi va in giro a fare carneficine: It's genoma's fault!
Deresponsabilizzante.
E se scoprono il gene della fedeltà, potrò essere assolta dalle molteplici accuse di tradimento?

better listening Wasn't me - Shaggy

pagly @ 16:11 | commenti: commenti (31)(popup)

written by il domenica, luglio 30, 2006 in: dilemma
DRIIIIIIIIIIIIIINNNNNNNNNNNNNNNN

-...

-Ehi

-…

-no sai, mi chiedevo se ha senso la scopata per vendetta.

-…

-no, no, non vendetta del tipo, ah mi hai tradito, allora scopo con il primo che passa.

-…

-no no, sto parlando di altro…mettiamo che ce l’ho a morte con te, e decido di vendicarmi…diciamo che non sono una persona violenta, e che insomma non ho dimestichezza con le armi

-…

-né da fuoco né bianche.

-…

-no, no i coltelli da cucina non sono armi, tecnicamente

-…

-sì li uso. Ma mettiamoli da parte e diciamo che non ho dimestichezza con le armi e non voglio usarle.

-…

-sì, sì un altro paio di maniche. Ad ogni modo, diciamo per ipotesi che mi voglio vendicare di un tipo…

-...

-no, non è importante cosa mi ha fatto. Mi voglio vendicare. Ora tu mi conosci, sai come sono a letto.

-…

-beh…sì. Ma ecco si può dire che in un certo senso mi conosci…

-…

-ecco diciamo che per vendicarmi io decida di scoparmi questo tipo…in una maniera sublime, in una maniera che lui non possa dimenticare mai più…quelle cose che diventano chiodi fissi

-…

-sì, di quelle cose che durano ore…e poi però, subito dopo, ecco diciamo che subito dopo sparisco dalla sua vita…ecco, sarebbe una buona vendetta?

-…

-no, non sei TU il tipo. Non sto parlando di te.

-…

-cosa c’entra mia sorella?

-…

-cos’è la sagra delle cazzate a raffica?

-…

-ahuahuahuah!!!!

-…

-…no, non ce l’ho con te.

-…

-come peccato?!?

-…

-no non potrei mai nutrire sentimenti di vendetta nei tuoi confronti, sei mio amico!

-…

-ah sì, allora sai che ti dico? VAFFANCULO!












better listening: Upon this tidal wave of young blood - Claps your hands say yeah














pagly @ 17:00 | commenti: commenti (13)(popup)

written by il domenica, giugno 25, 2006 in: politica, dilemma

MO BASTA!

Stamattina dopo aver sognato il terremoto (che è una costante), dopo che le pareti della mia casa si gonfiavano, dopo che sono scesa giù ed è crollato tutto, dopo che mi sono diretta ad un bar per mangiare cioccolattini ho avuto un'illuminazione.
Ho arguito, mentre ignoravo di quale fine fossero morti i miei cari, che il problema del nostro giovane ex premier sta tutto nell'educazione che ha ricevuto da bimbo.
Mamma Rosa, forse per eccesso d'amore, deve averci dato dentro col permissivismo, col lassaiz fairismo, troppi sì, tutti di seguito. Il bambino ha pensato che il mondo andasse così.
Ma ora mi sono accordata con l'educatrice + severa dei cartoni. Manderemo il bambino a Rotterdam per un po', e gli daremo una bella raddrizzata. La signorina Rottenmeier già lo aspetta.

E' arrivato il momento
di cominciare a dirgli NO!

NON SI FA!

Andate a votare stolti!

berlu

pagly @ 12:51 | commenti: commenti (10)(popup)

Il trilemma

written by il mercoledì, maggio 24, 2006 in: dilemma, au du iu sei

Il trilemma


Dato che oggi il mio umore è molto meno um di ieri...sono indecisa tra tre opzioni (di qui l'inadeguatezza della parola  dilemma, che etimologicamente implica due possibilità).
Le opzioni del mio trilemma sono:
1. comportarmi come Berlusconi, e negare di aver pensato scritto e pubblicato il blog precedente
2. assumere l'atteggiamento dello schizofrenico con doppia personalità e limitarmi a ignorare la faccenda, in quanto riguardante l'altro me.
3.trasformarmi in Catone il censore e cancellare il misfatto.


Il trilemma è degenere ...Berlusconi, lo schizofrenico o Catone...buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
non ho sceltaaaaaaaaaaa!


povera me


 

pagly @ 22:25 | commenti: commenti (4)(popup)

written by il mercoledì, aprile 12, 2006 in: politica, dilemma

Grosse KOALITION

Lo ammetto, io non l'ho visto, facevo altro, e per questo dovete aiutarmi...
ieri sera, quando era da vespa e diceva frasi come
Non ho ambizioni personali;  Voglio pensare al bene del Paese;
Sul voto degli italiani all'estero ci sono molte irregolarità ed il voto potrebbe non essere valido; Occorre ragionare sull'unità
, è interesse di tutti i cittadini, un governo che coinvolga tutte le forze; Sarebbe da irresponsabile escludere dal gioco democratico la metà del Paese; e il COGLIONI
non era rivolto agli elettori di sinistra ma ai mie amici elettori....
DICEVO, DUNQUE, IERI SERA, MENTRE DICEVA TUTTO QUESTO, IL NOSTRO GIOVANE EX PREMIER, AVEVA UNA FACCIA COME QUESTA???

FACCIA DA CULO

pagly @ 10:21 | commenti: commenti (11)(popup)

Quale realtà può

written by il lunedì, febbraio 16, 2004 in: pensieri, dilemma

Quale realtà può
figurare la combinazione
magica ideale?

La sintesi, dicono quelli che insegnano, è un dono. Riuscire a sintetizzare in una frase sola l’essenza dell’infelicità umana, dell’insoddisfazione, dell’infinito tendere ad altro da noi e ad altro da ciò che si ha, com’è nella frase dei marlene qua sopra, significa avercelo, quel dono. E dovrei finirla qua, dimostrando, con la parsimonia delle parole, di essere signora e padrona della sintesi. Ma evidentemente non è così, altrimenti avrei già detto in tutti questi righi quello che sto ancora dicendo.
Wag the dog significa scodinzola il cane, ma la parola cane va intesa come il complemento oggetto, e non come il soggetto della frase. Ecco, tre parole, per dire che se la coda non può scodinzolare, cioè se sta ferma, allora si potrebbe scodinzolare il cane che è attaccato alla coda. Il senso è che anche le cose che non hanno senso, si possono fare. Capito?

-Wag the dog, è sempre la fottuta sintesi.
-Dove vuoi andare a parare?
-Boh.
-Dunque non è questo il modo di fare…
-Già
-AAAAAAAHHHHHHHHH!!!!!!

pagly @ 17:43 | commenti: commenti (5)(popup)