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pedissequamente assente

written by il giovedì, marzo 13, 2008 in: cronache di paglia

lo ammetto ch'è evidente: sono assente come il senso di pudore nei politici.
Ma sto lavorando per me...per una cosa che si chiama musicatinta, che poi vi dirò, organizzo, faccio, rispondo ad artisti, musicisti, manager, faccio riunioni,  disegno, contatto, archivio, penso a problemi, parlo con i soci, rido con i soci, risolviamo problemi.
Nel tempo libero lavoro (che pur mi pagano a fine mese!), poi vado ai concerti, al cinema, fitto dvd, guardo la pioggia, guardo il sole, vado a teatro, parlo al telefono.
Nel tempo libero dal tempo libero lavo i piatti, pulisco i bagni, rifaccio il letto, spolvero, faccio la lavatrice, stendo i panni, tolgo i panni, bestemmio la pioggia che bagna i panni, rido al sole, innaffio le piante, guardo la tivììì, vado dal dotttore, vedo gli amici, scarico musica, scarico dreamweaver, combatto i virus, scarico anti spam spyware searchanddestroy, scarico la candeggina nel wc, scarico la legna per il camino, mi lavo, mi nutro, mi peso, gioco al nintendo ds, leggo (poco), vado a pranzo dal nonno, chiamo sorella in irlanda, vado all'aeroporto, compro vestitini per la primavera, aspetto di indossarli.
Devo trovare il tempo per andare in bici, andare a correre, leggere i post, commentare i post, imparare dreamweaver, fare quadri, prendere la lambretta, lavare la macchina, andare dal dentista, andare a un paio di  feste.

Emmenomale che non ci ho il fidanzato!

pagly

pagly @ 10:37 | commenti: commenti (67)(popup)

parole soltanto parole

written by il venerdì, gennaio 18, 2008 in: cronache di paglia
Emmesseenno:  va bene ci vediamo stasera. Vengo in macchina
Emmesseenna: va beh chiamami quando arrivi a Napule.
 
Scrive da America: I know you live in Campania … I'm just wondering how bad the situation is, from a local's perspective. And are the streets of the tourist areas (like the historic center, Chiaia, and so on) filled with piles of garbage, or is that mostly in the suburbs?
Scrivo da italia: don’t uorry, d situescion ebaut garbag is bed, bat not so bed in d siti senter, Der is d usual garbeig ‘cos the local administrescion is interestid in kipiing the tourist pleisis clin.
Eniuei ai hop the situescion will bi better uen iu’ll cam beck.
 
Scrivo: Gentile signor XX va bene se le preparo un plico e glielo lascio nella casella della posta?
Scrive: ok
 
Dice: pronto è la salumeria?
Dico: no, veramente no.
Dice: ah, scusi.

Scrivo: Invio curriculum
Scrive: Gentile candidato/a, le scrivo in merito alla sua candidatura per "Assistenti di volo" in XXXX.
Scrivo: avrei una domanda da porre all’azienda…
 
Dice: Dovrà indossare un taglier da hostess per il colloquio
Dico: oh!
Dice: certo, giacca e gonna longuette.
Dico: ehm.
Dice: e I capelli raccolti.
Dico: ma....
Dice: dovranno avere un’idea del suo aspetto con la divisa. Ha tatuaggi?
Dico: beh sì due
Dice: dove?
Dico: eh sulla schiena sulla spalla sulla pan…beh non sono visibili se indosso una ti shirt
Dice: bene.
 
Scrivo: cari signori gugol, Devo avere la partita iva per riscuotere eventuali pagamenti?
Scrive: Gentile Publisher, La ringraziamo per il suo messaggio sui pagamenti.
Le forniamo di seguito alcune informazioni che speriamo possano rispondere alle sue domande. Come forse saprà, può trovare subito una risposta ad alcune delle domande più frequenti nel Centro Assistenza Clienti all’indirizzo bla bla bla
Scrivo: Forse non sono stata abbastanza chiara nella domanda. SE NON HO LA PARTITA IVA, POSSO RICEVERE I PAGAMENTI?
Scrive: Gentile publisher, La ringraziamo per il messaggio. Apprezziamo molto la sua premura; la informiamo, tuttavia, che……
Scrive: Gentile publisher, La nostra priorità è esserle sempre d'aiuto; con pochi clic potrà
indicarci se le siamo stati utili in questa occasione.
 
Dico: non so se voglio andare a fare il colloquio
Dice: che te ne importa, approfitti per farti un giro arroma
Dico: ma devo indossare un taglier!
Dice: embè, te lo compri.

Scrive: Gentile cliente, la presente per informarLa che abbiamo provveduto all''invio del modulo
elettronico presso il Registro del ccTLD "it" relativo al dominio blablabla.it.
 La invitiamo ad inviare al numero di fax la Lettera ….
Grido dal balcone: zia hai inviato il fax a quel numero che ti ho datoooo?
Grida dalla strada:
Scrivo: Ho già provveduto all'invio del fax!
Scrive: Gentile Cliente, questa è una risposta automatica.
 
Dice: Signora Rame lei ha comprato una pagina su Repubblica per spiegare i motivi che l’hanno portata a dimettersi dal Senato. Lo sa che sono motivi ingenui?
Dice: sì.
 
Scrive: ci invii una foto a mezzo busto e una a figura intera
Scrivo: Non ho foto fatte all’uopo. Vanno bene queste?
 
Emmesseenno: ma poi non credo che mi prenderebbero, ho la miopia!
Emmesseenna. operati!
Emmessenno: buona idea, ma non credo di farcela entro mercoledì!
E poi, dovrò indossare un taglier ma non lo posseggo.
Emmesseenna: fittalo
Emmesseenno: sgrunt
Emmesseenna: te lo forgio io
Emmesseenno: ricordati lo spazio per il culo.
 
Dice: o’ vvuo o ccafè?
Dico: sì. Con tanto  zucchero.

(aggiornamento:okkei okkei per quelli che volevano la fota, aiccànn'...qui)
 
 
 
pagly @ 15:33 | commenti: commenti (66)(popup)

le cronache di paglia

written by il lunedì, gennaio 14, 2008 in: cronache di paglia
Entro al pub, dove uno di nome Francesco si esibisce con la sua band. Cantano qualcosa, le mie antenne sono occupate a prendere le misure del locale collocare le persone cercare un posto per me e per i soci.
Mi guardo intorno alla ricerca di un tavolo libero dall’umananza che si aggira col fare del venerdì. Quel fare basato sull'idea che il weekend è appena iniziato e quindi probabilmente non finirà mai. Mi guardo intorno e mi dirigo al bancone. Sulla mia traiettoria ecco che appare uno che  detesto e mi darei a testate nel muro per non averlo visto da lontano e guadagnato l’uscita, correndo.
Sperando che nella penombra delle pareti nere lui non mi veda, con nonscialans mi dirigo alla cassa insieme a mia cugina. Per precauzione indosso il mantello dell’invisibilità. Ma è inutile. Lui, l’indesiderato, mi vede, col suo bicchiere di vino e l’alito discutibile. Mi saluta stritolandomi la mano. Mentre lo maledico e mi massaggio e falangi indolenzite, mi dice che sto bene con i capelli corti. Me lo dice prendendomi forte per l’avambraccio e tirandomi verso di sé.
In fila alla cassa, mentre lui mi parla non respiro per non sentirne l’odore, faccio cenni per fargli intendere che sono lì con uno scopo preciso, ordinare.
-Posso offrirti qualcosa?, mi fa.
-No grazie. Guardo mia cugina - Tesoro che prendi?
Lui mi trattiene per il braccio stringendolo come se fosse un capitone che minaccia di sgusciare via.
-Ti devo parlare.
-Adesso?
Mi giro verso mia cugina palesando fastidio -Una vodkalemon, fa lei.
-Ok, dico al cassiere che mi guarda impaziente -Una vodkalemon e un cubalibre.
-Un cubalibre o un havanaecoca?, Ribatte lui, con fare diligente.
L’artigliatore alitoso al mio fianco ignora il mondo intorno, e prosegue
-Vorrei un consiglio sul titolo del mio prossimo libro, mi fa, parlandomi all’orecchio destro.
-Un cubalibre, rispondo al cassiere, se volessi un havanaecoca direi un havanaecoca.
-Pensi che il titolo Finoinfondo possa andare bene?  incalza l’indesiderato come se io e lui fossimo soli in un ascensore.
-Sai com’è molti non lo sanno e quando vedono lo zucchero…sì lamentano, fa il cassiere per amor di precisione
-Non temere conosco la differenza
-Che ne dici allora, i capelli corti ti donano, che ne pensi del titolo?
-8 €
Estraggo il danaro, pago, aspetto le bevande.
Dovrei togliermi di lì c’è gente dietro, che aspetta per chiedere e pagare, faccio cenno a mia cugina di spostarci. Ma lui mi trattiene. Mi riprendo il mio braccio e me lo tengo con l’altra mano come se fosse rotto..
–Allora che ne pensi?
Rispondo, beh non avendo letto il libro….ma sì va bene. E’ un titolo perfetto, come il tessuto di jeans sta su tutto. Finoinfondo va bene, sia che si tratti di una storia d’amore, sia per un thriller, sia per un hard core erotic book.
-Dici davvero?
-Certo, non direi mai nella vita una cosa solo per farti piacere.
 
Me ne vado dandogli le spalle. Lui resta lì al bancone col suo bicchiere di vino. Ha l’aria di chi sta controllando l’espressione facciale tentando di conferirsi spessore.
Mi scrollo di dosso il suo odore, mi distraggo e bevo poi rovisto nello zucchero di canna sul fondo del mio bicchiere. Dico cazzate per alleggerirmi l’aria e perchè in fondo non è ancora mezzanotte.
La musica è di quelle che devi gridare. Sento un brano da The committments.
Divido una pizza con i soci, faccio pipì un paio di volte. Sulla porta del bagno leggo il mio nome e non ricordo quando l’ho scritto. Cioè c’è la data, ma non ricordo d’averlo fatto.
Ad un certo punto l’indesiderato si schioda dalla sua postazione, e mi passa accanto: sta andando via. Mi saluta, comincio a sospettare che abbia una mano artificiale e che è calibrata male, per questo non dosa bene la forza. All’orecchio mi sussurra: ti è arrivato un messaggio.
Inorridita torno alle elementari e aspetto che esca dal locale. Leggo il testo con timore: Sei speciale.
 
Mi chiedo come possa l’essere umano essere così refrattario a percepire i segnali dall’esterno.
Ordino un havanaecoca, parlo coi soci. Rido del tipo ormai lontano. I soci mi mandano messaggi di scherno con numeri sconosciuti. Sei unica.
Comincio a sentirmi cinica e di solito non lo sono.
L’indesiderato è tenuto lontano da tutti quelli che lo conoscono, in genere. A volte ci parlo perché mi fa pena, perché, penso, nessuno si merita la solitudine.
Ma mi devo per forza far piacere tutti?
Penso a quanto non mi piaccia il cinismo. Incolpo lui che me lo impone.
Ordino un rhum per liberare pagly a malos e vado fuori a fumare sotto la pioggia.
pagly @ 16:27 | commenti: commenti (55)(popup)