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acàro amico mio...

written by il venerdì, settembre 05, 2008 in: bloggers, pagly, 3 minuti di

Entro nel blog, è tutto buio, l'odore di polvere mi solletica le narici, alcuni acari si appendono ai peli del naso lanciando urla da piccoli tarzan. Mi abituo all'oscurità piano piano, attraverso l'ingresso tentando di ricordarmi cosa avevo lasciato a terra più di un mese fa per non inciamparci dentro e perire in modo inutile.
Armeggio con l’interruttore della luce, senza risultato,  ho staccato la corrente prima di partire.
Attraverso di nuovo la stanza, sento adesso i risolini neanche poi tanto sussurrati degli acari che si rincorrono passando da me alle suppellettili, alzo con decisione la persiana. La luce entra così violenta che stento a riconoscerla. Mi metto gli occhiali da sole a forma di fiore per proteggermi e mi guardo intorno. Ah, sì il nuovo header…qualcosa di cui parlare circa. Poggio sul tavolino il nuovo libro che sto leggendo. Nello zaino un mucchio di foto, ma non mi va di disporle, non ancora. Sono indecisa se cominciare a spolverare il menù dei link o fare direttamente una passata sullo sfondo col folletto, e aspirare i cadaveri di lucertole in putrefazione.  Potrei dapprima rispondere alla corrispondenza ammucchiata in un angolo. Ad un tratto mi balena il pensiero di uscire da dove sono entrata e andare ad abitare in un altro blog, con un altro nome, un nuovo indirizzo e una nuova Io, da plasmare in maniera fantasiosa come un palloncino, ma saprei farmi solo  a forma di cane, di giraffa, di fiore, di spada, di ape e di pesce.
Allontano dunque il pensiero con un gesto della mano, come fosse una mosca. E mi guardo intorno. Il silenzio mi fa compagnia e agevola il vortice di nomi cose e città che mi gira dentro. Sento un vociare che giunge dalla strada, riconosco qualcuno ma non mi affaccio per salutare. Meglio prima dare una rassettata farmi una doccia, vestirmi carina e poi dire, come al solito: I’m Back, sono Beck.

pagly @ 10:20 | commenti: commenti (36)(popup)

tre minuti di: agenda setting

written by il venerdì, dicembre 01, 2006 in: pensieri, 3 minuti di

Non so voi, ma a me quegli applausi che accompagnavano lo svenire del nano malefico mi hanno fatto suonare un campanellino nella testa. Li ho trovati innaturali per un contesto che non era un teatro con un sipario ed un pubblico pagante. Chi parla sembra sentirsi male e io spettatore non stupisco, non taccio per capire cosa accade, ma applaudo.

E non voglio dire che lui abbia architettato il malore, sarebbe il mio genio del male preferito, ma lo ha usato bene. Ha asservito il calo di zuccheri e di pressione alle esigenze di orientamento dell'agenda mediatica verso il due dicembre. Mi piace pensare che sia dal letto dell'ospedale che ha ordinato le bandiere fantoccio dell'uddiccì...per camuffare i suoi da altri...e spostare virtualmente e quindi realmente persone fisiche da Palermo a Roma... come se fossero semplici voti.

Vorrei svegliarmi, domani, bella, riposata e felice, in un mondo di merda dove 400 morti (per carità, nessun italiano!!!), siano vagamente cosa da primo titolo di un qualunque telegiornale nazionale. Ma le Filippine in questo periodo dell'anno sono veramente lontane, non riguardano la finanziaria, non sono cuccioli abbandonati, e quei cadaveri che mo stanno nei sacchetti di plastica, non sono morti di camorra... Non rispettano i crismi delle parole chiave, e così sia.

better listening: L'avvelenata - Francesco Guccini

pagly @ 13:55 | commenti: commenti (36)(popup)