do not read - it' useless
E' che a volte mi sento come se stessi precipitando nel baratro.
So come ti senti.
Sai guardo in basso e c'è quel precipizio fatto di cupa disperazione e so che non voglio caderci, perchè lo conosco già e non se ne esce schioccando le dita, allora mi aggrappo a dei palliativi.
L'importante è che tu lo sappia.
Non lo so, che importanza può avere conoscere in anticipo la propria morte?
Chiedo all'oracolo se ho un futuro. La domanda è vaga. Qualcosa nel meccanismo fa contatto, l'oracolo mi parla di una donna che predice il futuro. Mi frega. So che non devo predire per me. E' fuori luogo. Come se un dentista si curasse i denti da solo, davanti allo specchio.
Il mio dentista è pazzo, lui lo farebbe. Mentre mi cura il dente, mentre infila il trapano, nell’insensibilità anestetizzata, mi parla a raffica come se potessi rispondere. Mi chiama piccolina come se non avesse che pochi anni più di me, mi accusa di avercela con lui perché non parlo. Poi ride si auto commisera e va avanti a trapanare. E’ un pazzo consapevole. Ma i folli veri sono altri. Sono gli scemi del paese, di qualunque paese, ci vado d’accordo perché sono gentile. Gennaro è uno di questi, mi chiama e dice: chi sei, rispondo col mio nome, e lui dice che lo sa e che ha parlato con mia cugina. Sono contenta gli dico. Stai bene? Sì.
Il mio dentista la prima volta che mi ha visto pensava che avessi 10 anni di meno. Quando gli dissi che non era così mi invito a pranzo.
A volte interpreto gesù, o lo psicologo del web, la gente mi racconta le proprie cose, io le leggo e do risposte e consigli sensati. A volte per via della stanchezza interpreto il comico schizofrenico, esasperando l’ironia fino a trasformarla in tragedia. A volte, quando fumo si aprono tutte le possibilità del mondo, le idee fioccano come neve in minnesota, che mi verrebbe da scrivermele sul quaderno delle cose da non dimenticare mai. Ma quasi mai ho una penna e la volontà, perchè a volte, quando fumo, la volontà mi manca e l’immensità che percepisco mi terrorizza. Così indugio in minuzie, tipo pulire la cucina come se dovessi morire di lì a poco e la casa dovesse riempirsi di sconosciuti affranti. Una volta però ho scritto: don't understimate people's pain. E lo tengo sempre a mente.
A volte interpreto il carcerato. Sono dentro per spaccio e uso di stupefacenti, furto aggravato, truffa ai danni della Pubblica Amministrazione, il tutto venuto fuori da un fermo per guida in stato di ebbrezza. Il mio avvocato mi da consigli sbagliati. E il giudice non mi vuole concedere la libertà su cauzione.
Oggi ho fatto un oracolo in cui c’entravo io ma era per un altro, quindi qualcosa su di me l’ho vista. Diceva che convivono in me una parte gentile ed una meschina che sarebbe capace mettere del veleno in una bevanda. Quando interpreto gesù, la mia pelle è trasparente, non ho le occhiaie e irradio serenità. Interpretare i ruoli mi fa sviluppare nuove capacità e induce gli altri a cambiare atteggiamento. L’altra sera ho messo dei panni secsi per una festa fetish, una parte di me molto a suo agio. La mia amica aveva una frusta di pelle, ma ecco ho scoperto che farmi colpire non mi faceva male. Non abbastanza.
A volte interpreto la protagonista di una tela surrealista e tutto ciò che vedo intorno a me sono divani che cadono dal cielo, cani coi baffi che sorridono, bambine fantasma, colori vividi, ciambelle e cioccolato a metà prezzo. Quando è così, mi sento felice.








