Google

nuovapolis: tiredness.

written by il lunedì, giugno 16, 2008 in: au du iu sei, uteog, nuovapolis

Dicono che quando sparano i fuochi significa che è arrivata una partita di droga. Ieri sera li hanno sparati tre volte, allora o era una partita molto grossa, o ne erano tre.
L'Austria e la Germania, per quel che mi riguarda sono come un ex moglie ed un ex marito. La Svizzera e la Storia stanno nel mezzo. Sotto. Perciò il loro gioco è più vivace.

Sono tornata a casa a piedi, dai quartieri ai quartieri, passo svelto, probabilità di cadere addormentata camminando al 66%. Neapolis. Qui, come in tutti i quartieri spagnoli si sente la tv del vicino che sta di fronte, molto meglio di quanto si senta la propria, solo che non si può scegliere il canale. Da Luco la tv del vicino di fronte la si può anche guardare, tanto è grande, ma la signora mette sempre su rete 4.
Mo me ne vado a nanna, il sonno del giusto e lo dico con orgoglio. Ho deciso di mettere alla prova, in queste circostanze, il cambiamento che ritengo e mi vanto d'aver avuto. E' ora di sperimentarlo sul campo: sarò una persona serena in grado di affrontare le faccende con calma. Oltre ad essere Wolf naturalmente. Quella è la mia prima occupazione.


Schiena chiama letto, letto chiama pagly, pagly chiama una lunga notte di riposo, finalmente.
Troppi fatti, troppe facce, domande - scusi mi sa dire...- grossi sorrisi - ma certo! di cosa ha bisogno. Troppe parole e mo mi voglio fare imbevuta di silenzio, almeno fino a domani. Ciao.

pagly @ 23:33 | commenti: commenti (36)(popup)

what if - nonsense but sadness

written by il venerdì, giugno 13, 2008 in: nonsense, spleen

What if ...if you didn't open the door that time? Will your life be different? The answer my friend is of course...but you will never know how.
Dentro è un miscuglio di cose, non ne posso parlare...dentro è un groviglio di pensieri, ma non li so dire. E non li so definire. Scrivo perchè non posso parlarne da sola, e non ho una sigaretta da tramutare in canna.
Ma la tastiera mi rende possibile dire senza emettere suono, dire nel vuoto pieno di altri schermi con altre facce. E non ho pretesa d'interessare nessuno, davvero, che voglio solo parlare per me, per via del bisogno che ho. Metto dieci centesimi in una ciotolina ogni volta che chiamo al telefono da qui, ma adesso è tardi. Metto a verbale i pensieri, o la voglia di farlo. Ma poi effettivamente taccio. Anche qui. Sento l'idea del pianto che avanza e si sposa con il sonno. Aspettate ragazzi, celebriamo le nozze fra poco. Essia. Dormire piangendo produce risvegli che restano sereni per un secondo o due, e poi è di nuovo senno. E di nuovo pioggia in faccia, dentro. Devo salvare gli occhi, perchè dove lavoro devo sorridere alla gente.

Adesso mi scuso per la non allegria, per aver abbandonato 'sto blog e per usarlo adesso come sfogatoio per cose che non posso dire. Se non vi importa, va bene, tornate tra un mese e sarà di nuovo tutto giallo qui...se invece qualcosa vi tocca, per favore ditemelo.

Un bacio.

Pa

pagly @ 01:45 | commenti: commenti (21)(popup)