maledetti vi amero'
E’ un titolo di un film vecchio che non ho mai visto, ma mi è piaciuto subito. Il titolo dico. Come una calamita che ha un mio amico sul frigo. Ritrae un orsetto che dice “Scusi, lei mi ama un po’?
Il punto non è la ricerca dell’amore, ma la volontà di riceverlo senza pretenderlo. E ricambiare.
A volte di notte sogno il terremoto, o lo sento o tutteddue.
Ogni volta che lo sento, la mattina dopo dico a qualcuno “stanotte ho sognato il terremoto o l’ho sentito” e quello mi conferma che in effetti un terremoto c’è stato.
L’ultima volta mi è accaduto sabato. E non venitemi a dire che ci sono milioni di scosse ogni notte, io parlo di quei terremoti che dicono al tiggì. A volte mi capita di sentire anche terremoti dall’altra parte del mondo. Ma solo se sono distruttivi. Questa è una delle mie abilità ed ho i testimoni. Quindi niente ciance.
Sto spostando anni di memoria su un nuovo hard disk, si chiama G. Sta qui insieme a C e D. Il travaso mi riporta a quando la nonna tirava il vino dalla damigiana per metterlo nelle bottiglie e all’inizio succhiava dal tubo e dopo un poco il vino usciva da solo. Che magia. Altro che i vasi comunicanti. E parlo come i vecchi, ma quegli odori di cantina e vino erano molto più belli. Siamo come i nostri padri.
Divago. Vago di qua, ma senza starci troppo. In queste che altro non sono che chiacchiere bidimensionali, se non trovate un nesso un senso o un fine non affannatevi a rileggere: è così. Niente nesso, né senso né fine, solo lettere in fila, fonemi nelle orecchie, significati nella testa. Fermatevi al livello delle orecchie. E’ solo succo di testa. Anyway potrei stare ore a parlare di quanto siano belle le orecchie, sia dell’uomo che del cane.
Potrei. Ma non lo farò.
Amerovvi, maledetti, però. 








