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voglio un biglietto per i radiohead

written by il domenica, febbraio 24, 2008 in: nonsense, music, pagly criminale

ma non lo voglio pagare 100 euri...(pecchè poi mi devo pagare il travaglio fino ammilano!)
se sono due è meglio...(l'altro lo conferirei a gogogogojoob) ma non li voglio pagare 200 euri, perchè mi sentirei presa per i fondelli.

ne ho un bisogno fisico.
li posso pure, nel caso cambiare con me stessa!

e sì, ho commesso un errore a non comprarli prima...mo lo so che c'è qualcuno che ce li ha e non ci va più...mica ci deve lucrare per forza???
mica?

dice: vabbè ma mo mica è questione di vita o di morte?
dico: beh però quando non posso avere una cosa, la fantastico e la cosa diventa fantasmagorica e allora diventa questione di vita o di morte...
dice: potevi pensarci prima
dico: dannazione sì...
dice: no perchè....se ci penzavi prima con 50 euri te lo compravi...
dico: dannazione sì.
dice: è il tuo tipico atteggiamento...fai così, arronzi, non decidi e poi...
dico: ma porca puttana. potrei inventarmi una storia strappalacrime...che poi linus di radiodigei si commuove...e mi procura i biglietti...
dice: mmm linus non si commuove.
dico: me miseraaaaaa... la cosa è troppo poco importante per fare gesti estremi.
dice: eggià, alla fine è solo un concerto.
dico: eggià. potrei rapinare una banca.
dice: a che ti serve, potresti comprarli su ebay a 100 euri e risolvi.
dico: ehm...sì ma non ci sarebbe niente di criminoso. sarebbe una normale transazione.
dice: mettila così, su ebay i biglietti dei concerti non si possono vendere, quindi è criminoso.
dico: ma lo fanno tutti!
dice: eggià.
dico: non è meglio un post?
dice: un post?
dico: eh, un post dove dico che mi vendo in cambio di due biglietti, come quella tipa che scrisse che si dava, in cambio di un lavoro...che poi quei giornalisti che non hanno niente da scrivere vanno sui blog per inventare le notizie, trovano il tuo e ti pubblicano sull'espresso in un trafiletto, dicendo una giovane donna si prostituisce per un concerto, e tu fai milioni di visite e di commenti, e tra quel milione c'è sempre uno che per non far fare brutta figura al genere umano dice: la signorina pagly sarà la benvenuta al concerto, è ospite mia, per lei c'è anche una suite 5 stelle nello stesso albergo della band. e tutti felici e contenti.

dice: esseppoi viene uno brutto che ti vuole dare i  biglietti in cambio di te stessa?
dico: beh accetto e se è proprio brutto dico che ci ho mal di testa, oppure, nel caso lo ammazzo.
dice: così c'è anche l'elemento criminoso. è un ottimo piano.
dico: già. viva i fratelli cohen.
dice: già. che c'entra?
dico: niente, così.
dice: già.



pagly @ 10:57 | commenti: commenti (85)(popup)

la febbra 3

written by il giovedì, febbraio 14, 2008 in: febbre, pagly
Incubi e cose dell’altro monte. Incubo1: i personaggi di ballarò, politicanti e politicanzoni li a far salotto e a disquisire nella mia stanza gravida di bacilli, e microscopici nemici che aizzano le tossi invitandosi in tal modo ad uscire dal corpo e a saturare l’aria. Parla uno parla l’altro mi sveglio dico è ancora notte parla l’uno parla l’altro Floris interrompe mi sveglio: è ancora notte, la tv è spenta, ma loro no, non se ne vanno se non, come i vampiri, alle prime luci dell'alba.
Il solipsismo imposto dal non uscire, fortunatamente nel giorno dei cuori e sfortunatamente nel giorno prima e in quel primancora. Il solipsismo, cogitare sul costrutto che noi esseri umani, essendo umani ci crediamo d’essere e d’esistere solo per via della nostra coscienza. Un po’ troppo anche per silvio. Como si quella vacca non ivi fosse se non perché ivi la penso essere! Bah!
Incubo2: a letto con un ex, chissa perché chissa per come, nel letto dei parenti, passano le genti ci visionano, dico ci hanno visto, passano degli altri vengono a parlarci, eppoi eppoi già che ci siamo, suggeriamo all’unisono, già che ci siamo potremmo insomma fare all’amore. Ma l’incubo è incubo e non lo si fa. Ci si sveglia perciò.
Il malessere si presenta due giorni agò, mentre compro poche cose all’ikea, si materializza con tentativi di vomito e poca voglia di stare in verticale con la testa che dice: peso troppo. Mi divento stanziale e orizzontale, e il malanno mi fa finire presto un libro mille anni che sto qui, e mi da quelle solite sensazioni disgustose di estremamente grande, rispetto all’estremamente piccolo che in tanti anni di esperienze di febbri in tutti gli stati non ho mai inteso né mai saputo spiegare se non come feci in la febbra1 uno così: la sensazione che si proverebbe ad essere minuscoli e a dover finire, mangiandola, una montagna di burro alta quanto l'Everest. Oppure come se con la nostra bocca e le nostre viscere a dimensioni reali dovessimo ingoiare una salsiccia grande quanto la statua della libertà. Con tutto il senso di impotente disgusto che ne consegue.
E il dormiveglia del giorno, che un attimo sei lì che vigili sulla luce ch’entra dalla persiana e l’attimo dopo sei caduto nel sonno e parli con gli assenti. Il soliloquio…che interrompi con qualche telefonata ben disposta nell’arco del giorno. E la tv che mi rifiuto d’accendere se non quando è sera, quando gerry chiede come è travestito il Tiziano nelle nozze di Cana del Veronese.
Le premute di arance, con le loro vitamine A, il senso di vuoto che sposa e divorzia con senso di disgusto per il cibo.
Quelle tossi, che ti ricordano poi dolorificamente che oltre al cuore che si rivela dal battito ci abbiamo altri organi muscoli e cosissìa che si tendono contraggono e fanno male. E come se non bastasse tentano di farti espellere i mangimi a forza introiettati. Le musiche che circondano il cervello pur non entrando dall’orecchie ma facendosi largo, direttamente e non richieste tra le cellule neurotiche. Le tachipirine in forme missiloidi, che nel farti bene ti fanno patire e inumidare talami magliette e pigiamini con sudori estorti…che bagnandoti abbassano le temperature nel cuore della notte.
Tutto questo e tanto altro, ancora per poco, su Paglichescionell ciannel!

(sopraggiunto incubo3: sono in un museo dei robot francese, su suolo tedesco. Il museo non contiene robot, ma quadri di robot, cioè, con i robot dentro. é pallosissimo ma siccome è su pianta circolare a me che vi vago dentro risulta ridondandemente infinito).
pagly @ 19:12 | commenti: commenti (30)(popup)

ich bin Beck

written by il mercoledì, febbraio 06, 2008 in: viaggi, visioni, pagly criminale
Pagly says: è strano svegliarsi a berlino.
Pagly says: la città è così grande che all’inizio non riesci a decidere dove andare.
Ho mangiato un monte di schifezze. Ho smesso di fumare. Ho comprato un cd alla virgin e ne ho preso uno in regalo. Ho pagato 6 euri il primo giorno per i biglietti della s-bahn e per la U. Il secondo 1,20…dal terzo in poi ho viaggiato gratis. Mi sono inglobata e commossa al museo del muro, e scocciata a morte in quello ebraico. Sono stata politically scorrect.
Pagly says: ho camminato tanto che ho le vesciche sotto i piedi.
Pagly says: ho abbracciato gli orsi colorati.
Ho fatto un rutto che i miei compagni di viaggio si sono girati ed io mi sono vergognata. Ho riso. Ci ho avuto le mie cose con anticipo di 15 giorni. Ho visto il muro bello e quello grigio e vero. Ho trovato due centri sociali per caso. Ho ignorato la museum insel. Ho mangiato tedesco, cubano, tailandese, italiano,americano, arabo. Ho mangiato sull’antenna tv girando di 360°. Ho guardato superficialemente dei palazzi reali. Ho appreso qualche parola.
Pagly says: ho l’impressione che le costruzioni di berlino siano tutte vuote.
Pagly says: guarda quelle tre. Ci passano davanti solo perché sono turche.
Ho cantato tanti auguri. Ho rubato cose piccine guardando negli occhi i derubati. Ho fatto nuvole di fumo. Ho guardato il ghiaccio sui laghetti. Ho preso un piccolo cuore di legno e l’ho regalato. Ho maledetto san valentino e tutto quell’amore da scaffale. Ho mangiato caramelle gommose. Ho guardato il Sei Nazioni in un pub di nome Oscar Wilde. Ho tifato l’italia in mezzo a tutti irlandesi. Ho avuto freddo. Ho amato i cornetti al burro. Ho desiderato comprare una parrucca.
Pagly says: a berlino ad un certo punto prendono interi edifici e li spostano.
Pagly says: 14 euri per il lego center è troppo.
Ho scattato foto inutili. Ho bevuto un ottimo caffè in un mercato. Ho tradotto cose col dizionario. Ho sbagliato direzione più volte.
Ho pianto l’ultimo giorno in aeroporto.
Sono stata chiamata al megafono, l’ultimo giorno in aeroporto. Ho corso, perché pensavo l’aereo partisse. Mi hanno invitata al controllo sicurezza. Ho cercato in mezzo ai vestiti i tre accendini di cui mi accusavano. Ne ho lasciato uno lì.
Pagly says: vorrei restare per sempre qui.
Pagly says: dobbiamo solo procurarci 35 euri al giorno ciascuno
Pagly says: Potremmo rubare cd e rivenderli. Io potrei fare palloncini a forma di orso.
*qualchefoto
ah, dimenticavo...grazie ai votanti votantemi! Leggo che anche con un dignitoso terzo posto posso fregiarmi della statuina, e allora mi fregio.

pagly @ 16:37 | commenti: commenti (79)(popup)