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nullando, ai tell iu...

written by il mercoledì, gennaio 30, 2008 in: bloggers, au du iu sei, uteog
Sorridi alla tua morte, sopravviverai!
I’m going to berlin.
 
A tutti quelli che si credono anarchici, anarchici di cuore.
Sto per andare a berlino. No mo però, giovedì.
 
Dovrei approntarmi ma è solo che mi sento indolente e domani ci avrò da fare, oltre che bagagliare e tutto.
I’m going to be better, I hope. Sto andando ad essere meglio, io spero.
I’ll be back on Tuesday. Io sarò Beck martedì.
Il fottuto punto è che dovrei scrivere degnità e indulgo invece in facezie.
Il punto fottuto è che le cose nella testa ci sono ma sono mischiate ad altri fatti.
Ma così non arrivo da nessuna parte. Parto però.
Lascio le chiavi del blog sotto lo zerbino. You’re welcome. Prego.
Gia che ci siete, mi sono accorta che esistono i z-blog awards…e mentre io mi rattristavo per le mie insoddisfazioni personali, e lacrimavo pure, qualcuno mi ha votato…e mo come fossi un’attornuncolo di Hollywood, ci ho due nominescion.
Io nelle competizioni tra i blogger non mi ci sono mai messa e mai mi ci metterò con animo furioso! Però mi piace essere nella categoria miglior post.

(nella frattanza)
Scrive: ho una cosa per te…
Scrivo: ???
Scrive:si indossano....sono coloratissime
Scrivo: mmm le orecchie?
Scrive: no, non è un regalo..
Scrivo: cioè me le dai e poi te le riprendi?
Scrive: erano mie ma nn le ho mai indossate...
Scrivo: le orecchie!
Scrive: o meglio, le ho provate ma non mi stavano bene
Scrivo: grazie, adoro le orecchie.
 
Sì. Ho fumato. Una volta ho fatto un'orecchio con la pasta di sale. Magnifico.
Comunque ià se non ci avete niente da fare, andate da sw4n e votatemi. Per me, non per lui.
Miglior blog femminile, Pagly. Miglior post, au du iu sei. Io poi torno a carnevale e vedo.
Cià.
Z-Blog Awards, Sw4n powered: Nominee
pagly @ 00:13 | commenti: commenti (47)(popup)

sento l'esigenza - cazzata o stronzata 1.3

written by il venerdì, gennaio 25, 2008 in: politica, cazzata o stronzata

il manifesto-primaChiedo cortesemente al Parlamento Europeo di prendere in considerazione l'ipotesi COMMISSARIARE L'ITALIA.

Tutta.
Nessuno escluso.
Diciamocelo: qualunque sia la decisione di Napolitano, governo istituzionale, tecnico, di transizione, qualunque sia la legge elettorale, qualunque sia la data delle prossime politiche non avverrà nessun miracolo. L'Italia è marcia. Il sitema politico e la società civile sono deteriorati, consunti.

Francamente non credo si possa fare una buona torta con ingredienti scadenti. Ma soprattutto vecchi e abusati.
La coazione a ripetere è un comportamento patologico.

Nonostante tutto il surrealismo che mi permea non intravedo soluzioni gradevoli, nè finali allettanti. A meno di non considerare l'ipotesi fantascientifica della tabula rasa.
Alzo le mani.
(E' inutile, lo so, ma non ce la facevo più)

pagly @ 15:26 | commenti: commenti (61)(popup)

parole soltanto parole

written by il venerdì, gennaio 18, 2008 in: cronache di paglia
Emmesseenno:  va bene ci vediamo stasera. Vengo in macchina
Emmesseenna: va beh chiamami quando arrivi a Napule.
 
Scrive da America: I know you live in Campania … I'm just wondering how bad the situation is, from a local's perspective. And are the streets of the tourist areas (like the historic center, Chiaia, and so on) filled with piles of garbage, or is that mostly in the suburbs?
Scrivo da italia: don’t uorry, d situescion ebaut garbag is bed, bat not so bed in d siti senter, Der is d usual garbeig ‘cos the local administrescion is interestid in kipiing the tourist pleisis clin.
Eniuei ai hop the situescion will bi better uen iu’ll cam beck.
 
Scrivo: Gentile signor XX va bene se le preparo un plico e glielo lascio nella casella della posta?
Scrive: ok
 
Dice: pronto è la salumeria?
Dico: no, veramente no.
Dice: ah, scusi.

Scrivo: Invio curriculum
Scrive: Gentile candidato/a, le scrivo in merito alla sua candidatura per "Assistenti di volo" in XXXX.
Scrivo: avrei una domanda da porre all’azienda…
 
Dice: Dovrà indossare un taglier da hostess per il colloquio
Dico: oh!
Dice: certo, giacca e gonna longuette.
Dico: ehm.
Dice: e I capelli raccolti.
Dico: ma....
Dice: dovranno avere un’idea del suo aspetto con la divisa. Ha tatuaggi?
Dico: beh sì due
Dice: dove?
Dico: eh sulla schiena sulla spalla sulla pan…beh non sono visibili se indosso una ti shirt
Dice: bene.
 
Scrivo: cari signori gugol, Devo avere la partita iva per riscuotere eventuali pagamenti?
Scrive: Gentile Publisher, La ringraziamo per il suo messaggio sui pagamenti.
Le forniamo di seguito alcune informazioni che speriamo possano rispondere alle sue domande. Come forse saprà, può trovare subito una risposta ad alcune delle domande più frequenti nel Centro Assistenza Clienti all’indirizzo bla bla bla
Scrivo: Forse non sono stata abbastanza chiara nella domanda. SE NON HO LA PARTITA IVA, POSSO RICEVERE I PAGAMENTI?
Scrive: Gentile publisher, La ringraziamo per il messaggio. Apprezziamo molto la sua premura; la informiamo, tuttavia, che……
Scrive: Gentile publisher, La nostra priorità è esserle sempre d'aiuto; con pochi clic potrà
indicarci se le siamo stati utili in questa occasione.
 
Dico: non so se voglio andare a fare il colloquio
Dice: che te ne importa, approfitti per farti un giro arroma
Dico: ma devo indossare un taglier!
Dice: embè, te lo compri.

Scrive: Gentile cliente, la presente per informarLa che abbiamo provveduto all''invio del modulo
elettronico presso il Registro del ccTLD "it" relativo al dominio blablabla.it.
 La invitiamo ad inviare al numero di fax la Lettera ….
Grido dal balcone: zia hai inviato il fax a quel numero che ti ho datoooo?
Grida dalla strada:
Scrivo: Ho già provveduto all'invio del fax!
Scrive: Gentile Cliente, questa è una risposta automatica.
 
Dice: Signora Rame lei ha comprato una pagina su Repubblica per spiegare i motivi che l’hanno portata a dimettersi dal Senato. Lo sa che sono motivi ingenui?
Dice: sì.
 
Scrive: ci invii una foto a mezzo busto e una a figura intera
Scrivo: Non ho foto fatte all’uopo. Vanno bene queste?
 
Emmesseenno: ma poi non credo che mi prenderebbero, ho la miopia!
Emmesseenna. operati!
Emmessenno: buona idea, ma non credo di farcela entro mercoledì!
E poi, dovrò indossare un taglier ma non lo posseggo.
Emmesseenna: fittalo
Emmesseenno: sgrunt
Emmesseenna: te lo forgio io
Emmesseenno: ricordati lo spazio per il culo.
 
Dice: o’ vvuo o ccafè?
Dico: sì. Con tanto  zucchero.

(aggiornamento:okkei okkei per quelli che volevano la fota, aiccànn'...qui)
 
 
 
pagly @ 15:33 | commenti: commenti (66)(popup)

le cronache di paglia

written by il lunedì, gennaio 14, 2008 in: cronache di paglia
Entro al pub, dove uno di nome Francesco si esibisce con la sua band. Cantano qualcosa, le mie antenne sono occupate a prendere le misure del locale collocare le persone cercare un posto per me e per i soci.
Mi guardo intorno alla ricerca di un tavolo libero dall’umananza che si aggira col fare del venerdì. Quel fare basato sull'idea che il weekend è appena iniziato e quindi probabilmente non finirà mai. Mi guardo intorno e mi dirigo al bancone. Sulla mia traiettoria ecco che appare uno che  detesto e mi darei a testate nel muro per non averlo visto da lontano e guadagnato l’uscita, correndo.
Sperando che nella penombra delle pareti nere lui non mi veda, con nonscialans mi dirigo alla cassa insieme a mia cugina. Per precauzione indosso il mantello dell’invisibilità. Ma è inutile. Lui, l’indesiderato, mi vede, col suo bicchiere di vino e l’alito discutibile. Mi saluta stritolandomi la mano. Mentre lo maledico e mi massaggio e falangi indolenzite, mi dice che sto bene con i capelli corti. Me lo dice prendendomi forte per l’avambraccio e tirandomi verso di sé.
In fila alla cassa, mentre lui mi parla non respiro per non sentirne l’odore, faccio cenni per fargli intendere che sono lì con uno scopo preciso, ordinare.
-Posso offrirti qualcosa?, mi fa.
-No grazie. Guardo mia cugina - Tesoro che prendi?
Lui mi trattiene per il braccio stringendolo come se fosse un capitone che minaccia di sgusciare via.
-Ti devo parlare.
-Adesso?
Mi giro verso mia cugina palesando fastidio -Una vodkalemon, fa lei.
-Ok, dico al cassiere che mi guarda impaziente -Una vodkalemon e un cubalibre.
-Un cubalibre o un havanaecoca?, Ribatte lui, con fare diligente.
L’artigliatore alitoso al mio fianco ignora il mondo intorno, e prosegue
-Vorrei un consiglio sul titolo del mio prossimo libro, mi fa, parlandomi all’orecchio destro.
-Un cubalibre, rispondo al cassiere, se volessi un havanaecoca direi un havanaecoca.
-Pensi che il titolo Finoinfondo possa andare bene?  incalza l’indesiderato come se io e lui fossimo soli in un ascensore.
-Sai com’è molti non lo sanno e quando vedono lo zucchero…sì lamentano, fa il cassiere per amor di precisione
-Non temere conosco la differenza
-Che ne dici allora, i capelli corti ti donano, che ne pensi del titolo?
-8 €
Estraggo il danaro, pago, aspetto le bevande.
Dovrei togliermi di lì c’è gente dietro, che aspetta per chiedere e pagare, faccio cenno a mia cugina di spostarci. Ma lui mi trattiene. Mi riprendo il mio braccio e me lo tengo con l’altra mano come se fosse rotto..
–Allora che ne pensi?
Rispondo, beh non avendo letto il libro….ma sì va bene. E’ un titolo perfetto, come il tessuto di jeans sta su tutto. Finoinfondo va bene, sia che si tratti di una storia d’amore, sia per un thriller, sia per un hard core erotic book.
-Dici davvero?
-Certo, non direi mai nella vita una cosa solo per farti piacere.
 
Me ne vado dandogli le spalle. Lui resta lì al bancone col suo bicchiere di vino. Ha l’aria di chi sta controllando l’espressione facciale tentando di conferirsi spessore.
Mi scrollo di dosso il suo odore, mi distraggo e bevo poi rovisto nello zucchero di canna sul fondo del mio bicchiere. Dico cazzate per alleggerirmi l’aria e perchè in fondo non è ancora mezzanotte.
La musica è di quelle che devi gridare. Sento un brano da The committments.
Divido una pizza con i soci, faccio pipì un paio di volte. Sulla porta del bagno leggo il mio nome e non ricordo quando l’ho scritto. Cioè c’è la data, ma non ricordo d’averlo fatto.
Ad un certo punto l’indesiderato si schioda dalla sua postazione, e mi passa accanto: sta andando via. Mi saluta, comincio a sospettare che abbia una mano artificiale e che è calibrata male, per questo non dosa bene la forza. All’orecchio mi sussurra: ti è arrivato un messaggio.
Inorridita torno alle elementari e aspetto che esca dal locale. Leggo il testo con timore: Sei speciale.
 
Mi chiedo come possa l’essere umano essere così refrattario a percepire i segnali dall’esterno.
Ordino un havanaecoca, parlo coi soci. Rido del tipo ormai lontano. I soci mi mandano messaggi di scherno con numeri sconosciuti. Sei unica.
Comincio a sentirmi cinica e di solito non lo sono.
L’indesiderato è tenuto lontano da tutti quelli che lo conoscono, in genere. A volte ci parlo perché mi fa pena, perché, penso, nessuno si merita la solitudine.
Ma mi devo per forza far piacere tutti?
Penso a quanto non mi piaccia il cinismo. Incolpo lui che me lo impone.
Ordino un rhum per liberare pagly a malos e vado fuori a fumare sotto la pioggia.
pagly @ 16:27 | commenti: commenti (55)(popup)

mi pento e mi dolgo

written by il lunedì, gennaio 07, 2008 in: pagly criminale
Pagly non scarica film che la pirateria è un reato.
Pagly scarica altre cose. Ma mai film! Codice d’onore. Perché al cinema bisogna andarci.
Nello stesso codice figurano altri diktat autoimposti: non caricare la batteria del cell prima che sia scarica. Non andare a dormire senza struccarsi. Non fare la scema coi fidanzati delle amiche. Non restare astemia alle feste. Non indossare slip brutti sotto i vestitini. Non passare col rosso a meno che non ci si trovi a Napule di notte a via Marina. Inoltre nel codice d’onore di Pagly rientrano cose come: non farsi portare la valigia da qualcun altro, collegata a non mettere in valigia più di quanto puoi portare da sola. Non farsi cambiare la ruota quando buchi.Lascia perdere, johnny! Non rubare ai poveri.
 
È evidente che il codice d’onore di pagly è alto e variegato. Ciononostante, pur osservandolo con cura, capita a volte che per necessità pagly debba violarlo. Cosa che fa con dolore. Perchè in quel momento fa fessa sè stessa.
 
E con dolore l’ho fatto e ho scaricato Lascia perdere, Johnny!  L'ho fatto perché il film, passato in pochissime sale per poco tempo, è irreperibile al cinema.
E con dolore il nucleo antipirateria mi ha inculato (scusate la volgarità ma non so come altro dirlo!). Ma lo ha fatto con uno stile che merita questo post di inizio anno.
Ammetto la mia colpa e mi inchino all’ingegno.
E' andata così.
Il file ha le stesse dimensioni e durata di un normale film.
Comincia come comincia il film, finisce normalmente con i titoli di coda.
Ma ecco già dopo i primi 5 minuti di visione, subito dopo quel primo momento in cui si familiarizza coi personaggi e col contesto… la mente di pagly comincia a confondersi.
Pagly comincia a pensare che forse è per via del fumofumato che il ragazzo che era in mezzo a una strada assolata, nella scena successiva è da solo sotto la neve. Pagly lo accetta come montaggio post moderno e va avanti. La storia riprende ad avere un senso. Ma ecco che si ripropone una scena già vista. Pagly pensa ad un flashback, o a quelle storie che ad un certo punto tornano indietro e mostrano altri p.d.v….o al susseguirsi di giorni tutti uguali, nella provincia casertana.
Eppoi eccallà! Quando ormai Pagly pensa che non immaginava la trama del film così intricata, lo spot che spiega, colpisce ferisce…ma poi desta ammirazione. La pirateria è un reato. Ruberesti un'auto?
Dopo lo spot di nuovo frammenti del film, furbamente sparsi così se ti fai l’anteprima per vedere se stai scaricando un porno invece del film, pensi ok, è tutto ok.
Volevo inaugurare il 2008 con complimenti sinceri a chi avuto questa idea. Sagaci!
Che il codice di onore di pagly invita ad ammettere la superiorità degli ingegni altrui.
(ora per favore, non venite ad arrestarmi, sono solo un pesce piccolo io.)
pagly @ 13:28 | commenti: commenti (88)(popup)