Once seriously
Oggi mia madre mi ha detto che da piccola piangevo sentendo 30 donne del west di Adriano Celentano.
Mi ha detto una cosa di me che non sapevo. Ed è strano. Da un certo punto in poi è come se io sapessi tutto di lei, ma non viceversa.
Non mi stupisco quando il padre di Raffaele Sollecito o di Rudy o di un'altra star del momento dice cose tipo non credo alla colpevolezza di mio figlio, e lui non lo farebbe mai. Quei padri e quelle madri non mentono.
Credo che se una sera guidando ubriaca investissi qualcuno uccidendolo, e poi terrorizzata fuggissi via, i miei genitori stenterebbero a crederci...
E se qualche stronzata che ho fatto nel corso di sere brave (perchè poi si dice così? dai bravi di don Rodrigo?) si fosse trasformata in tragedia? Dalle analisi fosse venuto fuori l'uso di quaccheccosa...E se la mia vita fosse diventato un riality di studio aperto, avrebbero frugato nel mio blog avrebbero poi scritto che sono una drogata...alcoolizzata, sessuomane, dedita a culti strani. Con tendenze esibizioniste. Il punto è che tutto questo e la normalità (intesa come cosa comune) coincidono.
Il punto è che chi si siede nei salotti del pomeriggio a pontificare dire fare baciare su Amanda e gli altri, chi si avvale del criminologo sociologo sessuologo per spiegare...chi si interroga su come sia possibile, chi estrapola pezzi di blog o mostra video di youtube con la voce scandalizzata, per quel che mi riguarda si comporta come se vivesse fuori dal mondo. O come se le persone dovessero essere monodimensionali. Chi vive minimamente, chi va in giro, esce, vede cose, sa che quello che succedeva lì a Perugia non è cosa dell'altro mondo...è cosa diffusa, comune. Comunemente si beve, si fuma...ci si accoppia. Purtroppo lì, quella sera qualcosa è andato storto. E la situazione è precipitata...ma che si stia lì a mettere etichette a meravigliarsi, lo posso accettare da un genitore che vive in un altra vita e in un altro mondo, ma non dai cronisti di Italia1 che sanno benissimo come stanno le cose...e nemmeno da quelli che seduti comodi all'Italia sul due che hanno fatto delle storie dei mostri di oggi una rubrica fissa come quella dell'isola dei famosi.
Io dono il sangue, e aiuto chiunque me lo chieda in qualunque cosa, sono definita come una buona.
Quello che voglio dire, quello che penso oggi è che se mi analizzassero, svuotassero, rigirassero come un calzino, sarei anche io colpevole.
Sono solo stata fortunata fino ad ora.











