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Once seriously

written by il mercoledì, novembre 28, 2007 in: pensieri

Oggi mia madre mi ha detto che da piccola piangevo sentendo 30 donne del west di Adriano Celentano.
Mi ha detto una cosa di me che non sapevo. Ed è strano. Da un certo punto in poi è come se io sapessi tutto di lei, ma non viceversa.
Non mi stupisco quando il padre di Raffaele Sollecito o di Rudy o di un'altra star del momento dice cose tipo non credo alla colpevolezza di mio figlio, e lui non lo farebbe mai. Quei padri e quelle madri non mentono.
Credo che se una sera guidando ubriaca investissi qualcuno uccidendolo, e poi terrorizzata fuggissi via, i miei genitori stenterebbero a crederci...
E se qualche stronzata che ho fatto nel corso di sere brave (perchè poi si dice così? dai bravi di don Rodrigo?) si fosse trasformata in tragedia? Dalle analisi fosse venuto fuori l'uso di quaccheccosa...E se la mia vita fosse diventato un riality  di studio aperto, avrebbero frugato nel mio blog avrebbero poi scritto che sono una drogata...alcoolizzata, sessuomane, dedita a culti strani. Con tendenze esibizioniste. Il punto è che tutto questo e la normalità (intesa come cosa comune) coincidono.
Il punto è che chi si siede nei salotti del pomeriggio a pontificare dire fare baciare su Amanda e gli altri, chi si avvale del criminologo sociologo sessuologo per spiegare...chi si interroga su come sia possibile, chi estrapola pezzi di blog o mostra video di youtube con la voce scandalizzata, per quel che mi riguarda si comporta come se vivesse  fuori dal mondo. O come se le persone dovessero essere monodimensionali. Chi vive minimamente, chi va in giro, esce, vede cose, sa che quello che succedeva lì a Perugia non è cosa dell'altro mondo...è cosa diffusa, comune. Comunemente si beve, si fuma...ci si accoppia. Purtroppo lì, quella sera qualcosa è andato storto. E la situazione è precipitata...ma  che si stia lì a mettere etichette a meravigliarsi, lo posso accettare da un genitore che vive in un altra vita e in un altro mondo, ma non dai cronisti di Italia1 che sanno benissimo come stanno le cose...e nemmeno da quelli che seduti comodi all'Italia sul due che hanno fatto delle storie dei mostri di oggi una rubrica fissa come quella dell'isola dei famosi.
Io dono il sangue, e aiuto chiunque me lo chieda in qualunque cosa, sono definita come una buona.
Quello che voglio dire, quello che penso oggi è che se mi analizzassero, svuotassero, rigirassero come un calzino, sarei anche io colpevole.

Sono solo stata fortunata fino ad ora.


pagly @ 18:23 | commenti: commenti (83)(popup)

sei ottavi

written by il martedì, novembre 20, 2007 in: music, pagly
Non è di moda parlare di cose di cui si parla tanto che uno poi legge e sbuffa, si scoccia e ha ragione! Non lo farò,  non voglio stare qui a parlare di Rino Gaetano,  ma sentendolo di più per via di fiction e storiesiamonoi, quello che m’è rimasto all’orecchio al cervello e al cuore è un brano molto poco noto…e per nulla esibito dai media, anche se poi è pure il nome di una coverband.
Sei ottavi è l’elogio e delicato della masturbazione femminile, un ritratto acquerelloso.
La voce di donna è quella di una sconosciuta, Marina Arcangeli che però ha fatto anche un Sanremo.
Sei ottavi è la delicatezza. Nonostante il tema. O forse è la delicatezza proprio per via del tema, se solo ci vogliamo discostare dai crismi diffusi da youporn.
Nella musica Sei ottavi è una misura del ritmo. Almeno lo è per gli occidentali. Il ritmo come lo intendiamo noi, una scansione immaginaria di pulsazioni regolari, assunte quali unità di tempo di base, i tempi appunto distribuiti, a loro volta, in misure o battute più o meno costanti.
In matematica sei ottavi è una frazione propria, in quanto esprime un valore tra 0 e 1, 0,75,  è come dire 3 quarti, ma con più poesia. Anche se poi nella prosa i tre quarti sono pià concreti visualizzabili in termini di pizza o di ore.
Non ho molto da dire in questi giorni...mi tengo distante dalle nius che qua si formano partiti mettendo insieme la gente con i casting, e maggioranze mettendo insieme voti con la colla.
Sento la voglia circondarmi di tranquillità, fare da paciere nelle diatribe, evitare i toni alti, fuggire gli isterismi, leggere libri scorrevoli, ascoltare delicatezze, mentre disegno, anche se quel disegno non è poesia ma solo lavoro.
Sento il desiderio fisico di restare sotto le coperte, guardare i mondi dagli oblò, comprare caramelle gommose, camminare facendo nuvolette di fumo, usare il pane raffermo per fare i crostini. Sedermi vicino al termosifone a leggere un fumetto, montare le sedia per mia zia, reimparare la matematica per aiutare a fare i compiti (con risultati dubbi però).
Mi pare che potrei trasferirmi in campagna e occuparmi delle mucche. Sicura del mio karma, che se non schiaccio le mosche, loro, le mosche non diventeranno mostri giganti che tornano per uccidermi. 
Ho brama di mettere un ellepì sul giradischi e sentire quel fruscio che non odo da un po’. E magari un bel vino in un bicchiere pulito attraverso il quale guardare come si modificano e ballano le fiamme. Mi rendo conto che sono desideri alla Prima sorsata di birra di Philippe Delerm, quei piaceri piccoli da gustare che dopo un po' a leggerli ti viene da fare la cinica. Ma cinica non lo sono mai stata e non voglio esserlo oggi.
Chi mi dirà buonanotte stanotte mio Dio
la notte le stelle la luna o forse io.
Io.

better listening:
pagly @ 15:01 | commenti: commenti (57)(popup)

alla tastiera

written by il venerdì, novembre 16, 2007 in: visioni, pagly

NON E' CHE NON VOGLIO POSTARE...
E' CHE CI HO UN BLOCCO!
:(((( HELP!

pagly alla tastiera

pagly @ 17:20 | commenti: commenti (35)(popup)

eppoi il buio

written by il giovedì, novembre 08, 2007 in: spleen
Ad un certo momento se sei fortunato guardi degli occhi e manderesti a puttane tutto il mondo.
Solo per poterli guardare ancora. Quanto ci sia di sega mentale in questa cosa non mi è dato sapere.
Ma so che è una trappola.
Le confezioni della colla uhu me le ricordo bene, tubetto giallo con bollino rosso che diceva NON FA FILI. Adesso non so, un tempo era così.uhu e pagly
E la trappola è fatta per intrappolare chi ordisce la trappola stessa. Cervello e cuore sono nello stesso contenitore. Chi tira le fila e chi fa in modo che le possa tirare. E se l’anima è il potere giudiziario, io credo solo all’esecutivo, quello che fa le cose. Quello che quando guarda quegli occhi manda a puttane tutto il resto. Anche se sa che poi se ne pente.
 Il problema per Uhu non era tanto quello di specificare una cosa poco inerente alla funzione del prodotto, ma quello di asserire proprio l’esatto contrario della sua specificità: fare fili.
Non ho idea di come incollasse Uhu. Suppongo andasse bene per la carta. Quello che so con certezza che non c’è niente che faceva bene i fili come la colla uhu, o almeno niente che si potesse acquistare in un supermercato.
Anzi manda a puttane soprattutto se sa che poi se ne pentirà. Che è per quell’attimo che tutto fugge, ed è per provare che quell’attimo esiste che in fondo facciamo tutte le cazzate che facciamo quando facciamo cazzate.
Uhu faceva così tanti fili che io la usavo per giocare a fare il baco da seta. A esserlo. Una modica quantita di colla sull’indice e sul pollice poi li univo tra loro e li staccavo passando i fili che si producevano attorno a un dito dell’altra mano. Più e più volte e nasceva un bozzolo di fili di colla.
Spesso ci accorgiamo dell’attimo in cui tutto il resto cessa di essere degno di nota. Il fatto di accorgercene ingannevolmente ci farà pensare di gustarcelo di più, di assaporarlo. Ma sarà solo un altro modo per amplificare il vuoto del poi. Ed in quel vuoto si galleggia come fanno gli astronauti nei Lem.
Forse non fa fili era un errore di stampa…non fa figli.
La differenza tra Uhu non fa fili e Pritt la colla amica è che Pritt si limitava  a mentire, non era un’amica ma una semplice conoscente, Uhu ti prendeva direttamente per il culo.
Non ci si può fidare della colla.
Poi dice perché ti fai le canne.

pagly @ 15:50 | commenti: commenti (85)(popup)

i fatti miei

written by il lunedì, novembre 05, 2007 in: fatti, bloggers, pagly

pagly msn

Raccolgo il seme piantato da Alexios76, che lui chiama Meme, e lo dispongo nel vasetto qui sulla scrivania, così che illuminato da questo sole che scalda la terra ma non i piedi (dovrei mettermi dei calzini), questo germoglia in un nonnulla e si prende quelle cure per una mezz’oretta che dovrebbero essere deputate al lavoro.
E dato che non ho un marito in pianta stabile non ho troppo da celare e con una certa onestà travestita da fredde cifre tanto reali quanto incontrollabili, nel senso di non verificabili mi accingo a fare rivelazioni. Memore di quando scrivevo cifre ben più rilevanti per il manifesto (sono usciti i dati sulle aspettative degli americani relativi all’andamento dell’economia, lo vuoi fare tu?) tirerò fuori un signor articolo dall’analisi e dallo scorporo dei dati relativi ai miei contatti msn.
Ho fatto sesso con l’8,4% dei miei contatti messenger.
Se invece consideriamo quelli con cui ho avuto qualche tipo di contatto fisico ivi considerando anche il solo bacio la percentuale sale al 14.3% del totale.
Il 37% della popolazione msn è costituita da donne. Quindi sottratta questa quota, le due percentuali precedenti si modificano così: un qualsiasi tipo di relazione intima con il 18,5% di maschi di msn, e sesso con il 10.4%
I contatti bloccati al momento sono il 16.5%, ma di questi solo il 5,2 sono bloccati per sempre.
Va considerato però che di tutti i contatti conosco personalmente solo il 45%, e che il 6% è legato a me da questioni di parentela. Volendo andare a fare la barba e i baffi alla questione, e scomponendo il dato su base sessuale, possiamo dire che ho fatto sesso col 24% dei contatti maschi che conosco personalmente. Il sesso virtuale è all'irrisoria quota del 1.5%.
Per il resto, andando a guardare le mie preferenze sono incuriosita e tentata d’approfondire solo dal 5,2% dei contatti con cui non ho ancora avuto un contatto, mentre c’è un 7,5% che vorrebbe approfondire i contatti con me, ma non ha scians! Sapevatelo!
Da lookingfor è tutto, qui Pagly a voi la linea.

better listening: Io sono allegro - tetes de bois
pagly @ 11:03 | commenti: commenti (80)(popup)