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no noise

written by il martedì, ottobre 30, 2007 in: pagly, uteog

...o come quel giorno in cui lei mi sorrise, ma senza voltarsi e fuggire.pag 1
A volte la pelle ha anche il senso dell'udito, oltre a quello del tatto. A volte la pelle sente le cose come un milione di orecchie, anche se poi da un p.d.v. razionale c'è assenza di prove. Sono così stanca che gli occhi si chiudono e la schiena mi duole. La testa si regge per uno sforzo estremo. Tra poco non ce la farà più e cadrà, rotolando sul pavimento senza troppo fragore.

A volte ritornano stati d'animo che credevo di non provare mai più. E la faccia è da ebete che sorride. Con certe musiche che suonano nelle orecchie, tipo (do you wanna) come walk with me, già citata before o maestosi preludi tipo Plainsong. Poi il timore non detto che i preludi non siano preannuncianti di nulla. Ma belli solo per sé stessi.

pag2


Talmente stanca che questo post apparentemente inutile è stato scritto a penna, per via della stanchezza estrema. Se lo state leggendo vuol dire che ho avuto la pazienza di ricopiare. Vado.

 

pagly @ 10:27 | commenti: commenti (32)(popup)

in rainbows

written by il giovedì, ottobre 25, 2007 in: visioni, pagly

A volte succede qualcosa di dolce e banale...come svegliarsi e trovare la neve.
A volte manco quello. Poi magari il pc impazzisce, il mouse senza filo cessa d'essere, la pizza rustica viene una chiavica, il forno ti scotta, la pioggia bagna i panni quasi asciutti,
sospendono la tua serie preferita, i tuoi amici sono altrove il tuo lavoro ti deprime e non lo puoi fare senza mouse....

E tutto è super grigiastro...tranne l'ultima tela ormai  tutta nera, perchè hai coperto ciò che avevi fatto con un grosso pennello, ma hai già pianto ieri e non vuoi piangere anche oggi... allora ti immagini i colori nella testa e passi il tempo allenandoti con le palline gommose per tirare fuori, quando se ne presentasse l'occasione, la tua arte da giocoliere, che lascerà tutti a bocca aperta. Quando se ne presentasse l'occasione ovvio. Oppure esci, prendi un mouse nuovo con la coda e tutto e pensi stupidaggini, per ammazzare il tempo e ridere un po'. Sciocchezze. Che però per mezz'ora ti entusiasmano ma che poi in virtù del loro essere sciocche , si possono smontare più facilmente delle cose serie...in un attimo.
M
a è per quell'attimo prima, per quel bagliore piccino che in fondo siamo ancora qui, io e la Pagly.

LE AVVENTURE DI PAGLY - COME TI SPENGO!

COME TI SPENGOclick to enlarge

Da una storia vera. Sob!!!

pagly @ 16:33 | commenti: commenti (42)(popup)

goddamnit!

written by il venerdì, ottobre 19, 2007 in: visioni, pagly

Stamattina mi sono svegliata per via di un forte spavento nel sonno.
Stavo tendendo una trappola a Sylar, attendendolo in un negozio di videocassette. Sembravo ignorare che lui ha un sacco di poteri e che mi avrebbe annientato senza neanche avvicinarsi.
Poi dopo tanta attesa lui arriva e io che faccio? Mi sveglio per il terrore. Tremante.
Che codarda.
Dicono che deve arrivare il grande freddo. Per ora è arrivato il grande vento, che per me implica sempre una sorta di fascinazione e cambiamento. Nulla che ha a che fare con i rivolgimenti epocali e perestroici alla vuindovceing...solo qualcosa che ha a che fare col privato. Di tutti però, che il vento non soffia mica solo per me. Sarò malata, ma il vento mi piace di più dei temporali.

Ho indossato una maglia di lana al 40%, sopra la maglia di cotone oggi. Ho preso la 500, e mentre guidavo mi sono fissata a guardare le foglie ballanti e a sentire il fruscio e gli spifferi dal tettuccio apribile e poco chiudibile. Mi sono concentrata su quella gioia serena del quasi fine settimana...quei buoni presagi...quello stato mentale da cartolina autunnale. Quella cosa tanto bellina quanto caduca che è lo stato d'animo giallo. Per via del vento. Quasi s'è portato via i malumori di ieri. Quasi sorrido con nuova fiducia. Scelgo le pezze da cucina al supermercato come se stessi scegliendo un vestito. E così la fragranza del bagnoschiuma. Sorrido al mondo e il mondo non se ne cura, ma almeno non mi bestemmia. Ma poi...

LE AVVENTURE DI PAGLY
pagly alle psoteOgni volta mi faccio fare fessa.
Dannati impiegati.
Dannata io e il mio umore cangiante. Sovvertibile come un calzino.
Devo cominciare con i reclami adesso.

pagly @ 15:09 | commenti: commenti (54)(popup)

o_O aidonnow!

written by il martedì, ottobre 16, 2007 in: nonsense
E’ come…
E’ come se passando ad un certo punto sotto un ponte...
E’ come se passando sotto un ponte all’improvviso questo cominciasse a scricchiolare.
E’ come se al momento dello scricchiolio sinistro noi rimanessimo lì fermi a guardarlo cadere anziché fuggire…perché rapiti dal processo e dopo non potessimo manco raccontarlo perché la caduta è stata rovinosa per bene.
E’ come se si venisse a sapere questa cosa paradossalmente senza che noi testimoni unici possiamo raccontarla. Come se poi una scatola nera avesse visto tutto con gli occhi e fosse rimasta lì a dire: è andata così.
Come se la spiegazione fosse sufficiente a dare un senso. Come se il senso dato più o meno arbitrariamente, fosse tutto ciò che ci aspettiamo per dire ok, il mondo non è ancora al rovescio ergo non rischio di cadere a testa in giù.
E’ come se tutti i pensieri facessero la fila per uscire, ma solo uno alla volta potessero effettivamente andare fuori dopo essere stati sottoposti al vaglio dell’ispettore della coerenza formale.
Quando invece sarebbe tutto più colorato ad andarsene in giro e dire tra triglie e calamari cose prive di senso comune, mescolare la realtà al non esiste, gridare nei luoghi a voce bassa e terminare una frase con l’inizio. Resettare e cominciare da capo. E divertirsi a vedere gli stupori, registrare le perdite di binario. Ricostruire i percorsi. Stivare l’oro e buttarlo in mare. Dare a tutti un retino e un arpione lasciarli a pescare per nutrirsi e sopravvivere, e vedere dopo quanto tempo useranno l’arpione per ammazzarsi, e il retino per prendere l’oro, accumularlo e farci una piscina, imprigionare il mare con tutti i pesci, venderli a chi ha altro oro e far morire di fame chi non compete.the world will never know - pagly's
 
Switch.
A volte si sopravvaluta l’accoppiamento. A volte è solo uno scambio. Che anziché farlo con troppe parole opere e omissioni, lo si fa con altri metodi. Uno scambio puro e semplice. Come se vestire il piacere di peccato o del nonvabenismo, consentisse di mascherarlo e renderlo irriconoscibile ai più. Come se fosse una risorsa scarsa destinata a pochi abbienti e non una cosa aggratis per tutti. Come se fare in modo che la gente stia bene e goda con quello che ha possa di per sé essere causa di rivolgimenti epocali per niente auspicabili. Come se i più fossero fessi. E i fessi fossero i pooh.
 
Una società che accetta i preti pedofili e non le lesbiche che si baciano ha qualcosa di profondamente insano. Non c’è cura.. Ma già che la nostra purezza, in quanto specie è andata via molto dopo i dinosauri e molto prima di Gesù.
 
Papa Paolo II è deceduto nel luglio del 1471 per via di una indigestione di melone.
Questo è quello che è stato detto ieri alla domanda da 70 mila euri di Chi vuol esser milionario.
Ma a ben cercare, anzi a cercare superficialmente si trova che forse, quel Papa, facile alle lacrime facili, appassionato di statue e di giovani, oppositore degli umanisti, propinatore di divertimenti al popolo, con uno stravagante amore per lo splendore, sarebbe morto in realtà per un attacco di cuore durante un rapporto sessuale con un paggio. Un PAGGIO.
Ecco, Gerry, ora lo sai.
pagly @ 16:25 | commenti: commenti (35)(popup)

points ov viu

written by il mercoledì, ottobre 10, 2007 in: storie, spleen
A volte la pioggia che piove mi piace, ma solo se è sabato pomeriggio e se durante il temporale ho qualcuno da baciare.nuvole buie
E la pioggia sui vetri, i fulmini le saette diventano un muro, una coltre tra me, noi e tutto il resto.
E la strada diventa fiume, e dà l'idea che non ci siano caronti disposti a traghettare nessuno. E tu che isola non sei e isola non hai, isola ti fai per un paio d'ore.
A volte se il temporale porta un black out, pure il citofono si zittisce e se cade il mondo non te ne accorgi no...e le candele servono la loro prima e caravaggiana causa, rischiarare le tenebre. Come solo loro sanno e possono fare.
Quando piove, ed è sabato pomeriggio, quando c'è il blackout  e sei li che ti rotoli, non hai scuse per non amare per bene, con tutti i pezzi. E gli scrosci fanno quel silenzio adatto a sentire bene le cose col tatto più che con le grandi orecchie.
Poi di lunedì scopri che quel romantico temporale ha svegliato il fiume dal letto e lo ha fatto entrare di forza nelle case degli altri. Dove magari ci sei stata a una festa,  ha riempito i garage e li ha fatti esplodere abbattendo le pareti rubando macchine. Si è introdotto nei pianiterra togliendo i letti e i ricordi e le case alla gente terrorizzata.
Ci pensi. E’ una cosa fuori dal tuo controllo. Ti dici. E’ l'altra faccia di tutte le cose. Rifletti. 
E' la visione parziale dell'egoista. Già.
E’ Nocera, detta infernale.
pagly @ 15:44 | commenti: commenti (36)(popup)

Flush

written by il giovedì, ottobre 04, 2007 in: pensieri, spleen, pagly, uteog
Oggi ho letto un post e ho pianto.
Oggi ho riso e ho parlato al telefono con l’Irlanda, e le lacrime sono rimaste nel naso e negli occhi.
Oggi ho cancellato il post che avevo scritto sui sei gradi di separazione tra me e Kevin Bacon.
Oggi, al solito ho steso i panni, poi li ho tolti, ripiegati come fossero stirati e messi a posto.
Edward Bunker forse per errore o per scelta ha messo uno stesso identico pezzo in due libri consecutivi. Un paio di righi relativi all’infanzia del personaggio, in una camera c'è un prete che dice al bambino, tuo padre è morto, poi gli dice una cosa del tipo se vuoi puoi restare qui a piangere, e se ne va. E’ in Come una Bestia feroce e in Cane mangia cane.
Oggi ho comprato un regalo a mamma perché domenica è il suo onomastico e qui in terronia ci teniamo.
Edward Bunker ha scritto parte dei suoi libri in carcere.
Secondo la teoria dei Sei gradi di separazione, rielaborata da Milgram col nome di Teoria del piccolo mondo, ogni uomo è legato ad qualsiasi altro attraverso sei connessioni, cioè attraverso sei persone unite da legami di vario tipo.
Ci sono cose che non si possono dire nemmeno nei post con otto punti sconvolgenti, perché non le puoi fare uscire da te con una certa leggerezza.
Per fare un esempio della teoria si può dire che se Pagly deve fare arrivare un pacchetto al governatore del Texas, potrà farlo attraverso un massimo di sei persone, che si frappongono tra Pagly stessa e il governatore.
Oggi ho preso la macchina e dentro c’era un biglietto freni anteriori nuovi, frenare adagio per i primi mille chilometri..
Due ore dopo stavo per investire un vecchio in bicicletta. Adagio.
Ma indagando un pochetto si scopre che la teoria non ha troppo fondamento e nessuno mi persuaderà che un omino che in questo momento sta facendo un sonnellino in un punto a caso dell’africa nera sia collegato a zia Filomena in soli sei passaggi. Forse è meno esagerato pensare che la teoria valga per il mondo cosiddetto occidentale…quello connesso da telefoni, tivì e cavi di rete, radio, giornali.
Oggi ho riflettuto sui quei sentimenti a cui ho messo un punto. Elaborandoli.
Flush onomatopeicamente significa scarica….che tu lo leggi, magari su un bottone in un bagno di un aereo, lo premi e fluuuuuuuuuuuuuuuush, l’acqua scorre. Via.
Oggi è venuto il tecnico Alice e m’ha messo una connessione a 100 invece che a 20 e Alicetivvù. Non mi serve, avevo provato a dire alla signorina al telefono…ma è gratis, mi fa…e poi la sua connessione sarà molto più veloce…ma è già veloce. Tant’è. A me mi pare uno spreco di bit.
Moby è un pronipote di Melville, autore di Moby Dick.
Oggi ho letto un post e ho pianto. Elloso bene perché ho pianto, ma la consapevolezza non è un tappo per i canali lacrimali.
Fluuuuush.
pagly @ 00:07 | commenti: commenti (77)(popup)