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otto verita' sconvolgenti

written by il venerdì, settembre 28, 2007 in: bloggers, pagly
Le catene, quando te le passano, è costume lamentarsi e odiarle se sei blogger di una certa portata, come i rialiti…ma io, ‘nsomma, a me non mi frega, e certe catene mi garbano e ve lo dico sincerely giacché la buona creanza comunque, e la stima che provo per il passantemela YD, conosciuto ivanche come dinosauro giovane mi inducono a mettermi di buona lena a vergare lo foglio canuto con
8 cose che voi umani non sapeste prima di mo about paglypagly - lato dx
Primo. Ho incontrato YD una volta a Roma, eravamo bellini e siamo stati a vedere una mostra pitturosa di Chagall
Secondo. Comincio la settimana enigmistica, quando capita, dalle Parole crociate senza schema all’ultima pagina
Terzo. Avevo aperto un blog segreto due settimane fa, mi chiamavo Danna. Poi un paio di blogger curiosoni mi hanno scoperto e ho dovuto chiuderlo. Volevo solo scrivere in libertà col mio alterego.
Quarto. Una volta ero sconvolta per una cosa che avevo visto e perciò ubriaca e ho fatto sesso con due persone nuove separatamente nella stessa sera.
Quinto. Ho visto una persona morire davanti ai miei occhi, in maniera violenta e non lo dimenticherò mai.
Sesto. La Gioconda non mi piace poi tanto.
Settimo. Vorrei avere un figlio, ma ho paura che poi mi scoccio e che non sarò una brava mamma e che lui crescendo mi odi.
Ottimo. Credo di avere dei poteri che non posso dire se no poi non funzionano più.
Mo devo uscire, che è venerdì...la dovrei passare a otto giovanotti/e...ma non ho tempo di mettere i link!
pagly @ 23:15 | commenti: commenti (70)(popup)

sono beck

written by il mercoledì, settembre 26, 2007 in: au du iu sei

o aimbeck, come ci piace dire a noi che masturbiamo la lingua.

prologo -  prima di partire
misba: pagly stanotte ho sognato che morivi
pagly: uh!
misba: morivi ammazzata, sparata alle spalle. Indossavi una maglietta romantica color panna.
pagly: uahu!, devo solo comprare la maglietta e sono a posto!
misba: nel sogno, quando lo dicevo a scila, rideva.
pagly: te lo dico che è una stronza!

nella frattanza
treno arroma, busso a ciampino, aereo addubblino
l'amica con cui dormivo, a casa irish, di notte sognava altri fatti e mi accarezzava con il piede.
una volta però, m'ha dato uno schiaffo nel sonno, mio e suo, perchè drimmava di cose nefaste.
pagly: giusi...ma che ti prende?
giusi: zzz zzz
pagly: sgrunt, non lo fare MAI PIU!
l'ultima sera  ho sognato che facevo sesso con uno passato, e che poi tornando a casa incontravo una papera sul pianerottolo, e questa dopo essersi liberata da una tela di ragno, cominciava a inseguirmi nervosamente su per le scale. Terrore.

epilogo
13 ore di viaggio al ritorno, emmò dovrei lavorare e francamente non ci ho la capa dalla stanchezza.
e dovrei mettere le maiuscole e stendere i panni da dentro alla lavatrice, svuotare i bagagli, postare del viaggio, e visionare le fote, distribuire i doni. andarea  a vedere quel cazzo di film.
almeno, ci ho i capelli puliti.

pagly @ 10:57 | commenti: commenti (38)(popup)

chezzap?

written by il mercoledì, settembre 19, 2007 in: pensieri, nonsense, uteog

C'è qualche cosa di insano nel far volare un aquilone di notte. Citazione giovinalpopolare.

Ma non è questo il punto, o almeno credo. Il mio aquilone non ha mai volato, e comunque da solo non avrebbe potuto. No il punto è, almeno per stasera, che la capacità di elaborare pensieri che superano un certo livello di complessità è la ragione di gran parte dei problemi che ci affliggono, come individui e come popoli. Una capacità di elaborazione più sempliciotta non consentirebbe la creazione di microchip e ordigni nucleari. Staremo ancora lì, con le pietre appuntite a scrivere sulle pareti delle caverne invece che sulla plastica e nell'etere. Senza questioni di affitti, parcheggi, patatine fritte, saldi, benzina, berlusconi, mastelli, coroni, valentini, chiare, dentisti, aerei, aerei che cadono, splinderi in manutenzione, aids, destre, sinistre, centri, piccioni.

Ci sarebbero senz’altro terremoti, maremoti, enormi rapaci, eruzioni dei vesuvi, ma meno cicloni andrews.
E niente piani di evacuazione, sigarette, tumori, las vegas, e cazzi vari.
E noi lì a levigare le pietre tutto il giorno, a scuoiare animali, e vestirci del loro involucro. E ad accoppiarci col vicino di caverna, senza preliminari per due tre minuti al massimo.
Una questione di preferenze, tutto sommato.
Vado a nanna che è meglio.

Il ritornello che mi gira in testa è C’è qualche cosa di sbagliato nell’amore. mk

 

pagly @ 00:13 | commenti: commenti (26)(popup)

dico che

written by il lunedì, settembre 17, 2007 in: viaggi, nonsense
La mia cosa preferita dei cani sono le orecchie. Quelle enormi e pelose, sia pendenti che alzate. Anche le mie sono enormi, ma quelle dei cani, di certi cani, di più, e si avvantaggiano in morbidezza.
Questa è una premessa che non ha a che vedere con null’altro che sé stessa.
Forse se metto qui di fila una serie di pensieri scollegati e alla rinfusa la premessa diventa coerente nell’incoerenza dell’insieme. Tant’è, provo.
Sono stata AMMILANO senza peraltro mettere piede in città…persa tra tutti quei paesini che finiscono in ANO e ATE e che devi prendere per forza la macchina.
Sono stata alle nozze d’un amico, e lui ha scritto e cantato un brano per la sua just moglie.
Alle stesse nozze diversi parenti dello sposo si sono esibiti come cantanti professionisti lasciandomi basita.
I camerieri erano molto severi, e ci davano gli ordini.
Ho desiderato stupirli coi miei effetti speciali, ma l’abito elegante m’ha tenuto zitta e buona.
La sposa non voleva più bere perché fare la pipì con quel vestito era complicato.
Ho messo i tacchi e mi hanno fatto male.
Uno che non si può dire mi ha toccato sotto il tavolo.
La cintura di paesi attorno a Milano è belle case messe nel nulla.
Le finestre sono sbarre, che non puoi uscire fuori se non apri con le chiavi.
Ci sono molti ladri, dicono. Io non li ho visti. In realtà non ho visto quasi nessuno.
In quello stesso nulla l’unico pub era coinvolto in una serata karaoke, e lì ho scoperto che il milanese di provincia nasce cantante.
E che il karaoke ti impedisce di parlare per bene di libri con Gaetano e Antonio.
E che se non puoi parlare bevi un sacco.
Prima di addormentarmi ho pianto copiosamente, ma non ricordo il motivo. Non me lo ricordo perchè ero ubriaca, ma mi sembrava una cosa seria e hurting.
Ho vomitato tre volte domenica mattina e ho maledetto me stessa per tutti quei cubalibre, dopo un banchetto con vini rossi e bianchi e di altri colori.
Il viaggio in auto è snervante se il lettore cd è Rotto (GOD SAVE VIRGIN RADIO)
Il viaggio in auto è snervante se la coppia che è seduta davanti non si parla causa lite.
Il viaggio in auto è snervante se tutto ciò che puoi fare è guardarti le ginocchia o le altre auto.
O fumare.
E per tutto questo, ancora non ho visto il film dei Simpsons e non ho comprato il nuovo dei Marlene.  Mi vergogno come un ladro di Bollate.
better listening: Life on Mars - David Bowie
 
pagly @ 17:45 | commenti: commenti (26)(popup)

Non c’è modo di rinascere

written by il martedì, settembre 11, 2007 in: pensieri, spleen, pagly
M'autocritico.
Una volta un ragazzo mi ha fatto ascoltare I'll be your mirror, e ha detto che era la sua canzone per me. Dopo aver ascoltato ogni parola, credo di avergli detto che era la cosa più bella che mi avessero mai dedicato. Ma vino e fumo non intaccarono la mia sincerità: beh ecco, io non te la dedicherei però, dissi.
Dopo abbiamo fatto roba e lui mi ha sculacciato (o_O!). Poi, non l'ho più visto. E’ scomparso.
Una volta un ragazzo mi ha dedicato Elymania, degli After. L'errore più geniale in cui cadere. Ero io. Se avessi dovuto scegliere quale canzone avrei voluto essere per qualcuno, avrei scelto quella. Di nuovo, quella dedica mi commuoveva, però non era reciproca.
Una volta dolcemente un ragazzo mi ha detto che pensava a me sentendo Time has told me di Nick Drake. Ricordo che lessi il testo mentre ero in bagno, con lo stereo alto. Probabilmente più volume di quanto richieda Nick Drake. Pensai che ogni parola era un piccolo dono delicato.
Manco a dirlo, non ricambiato.
Questo è il secondo anno in cui non mi innamoro. Non sono io, mi dico…sono loro che non sono innamorabili…dove loro sta per uominicheincontrosullamiastradaognigiornopagly cogita
epperò poi va a finire che razionalità, razionalità e mi trovo d’accordo con definizioni dell’amore tipo questa: è come una scialuppa troppo piena, per cui prima fai fuori l’orgoglio, poi la dignità e poi le persone. In altre parole una specie di sortilegio non auspicabile, da cui mi sento immune.
A rifletterci bene, mi sono sentita di concordare e reciprocare solo una volta che uno, che non m'amava affatto ha messo Lasciami leccare l'adrenalina, forse non è proprio legale sai, ma sei bella vestita di lividi.E poi Dea.
Forse perchè davvero per nessuna vita mi spengo...
Forse davvero ci ho acquisito l’incapacità di amare
E forse dovrei dedicarmi da sola qualche brano tipo: Posso avere il tuo deserto?
Sento sconcerto.

Better listening: Posso avere il tuo deserto - Afterhours
pagly @ 14:38 | commenti: commenti (62)(popup)

it seems like years since it's been here

written by il mercoledì, settembre 05, 2007 in: viaggi, nonsense, uteog
E il post del ritorno è diventato qualcosa che non riesco a scrivere perché ho paura d’entrare in splinder di nuovo, di tornare ad essere mio malgrado in dinamiche da villaggio, virtuale sì, ma sempre villaggio. Paura di voler di nuovo abdicare parte della vita vera a favore di altra vita, quella di pagly con la ipsilon. Ma tant’è che anche nel mondo intangibile dei bit, la buona creanza è una virtù, e io mi adeguo.
Fosse anche solo per dire la paglysettembre è data dalla paglyluglio più di un po’di altre cose che passo ad elencare. Perché un mese è un mese.
Il cilento, gli eucalipti, il cortometraggio, la casa abitata da una quindicina di parenti, le voci, i materassi a terra, sapri, eppoi il traghetto, passaggioponteperò, l’alba, here comes the sun, dubrovnic, le mura, le pietre più chiare sono quelle messe dopo i bombardamenti, la guerra. Che per un croato della mia età è un ricordo d’adolescenza. Recente, fresco. E quel mare così pulito che l'alba dal maresembra che non c’è. L’acqua. La Dalmazia. Il traghetto, il mare gigante e incazzato. E di nuovo sapri. 2700 pagine di libri lette in meno di 30 giorni.
Ho sognato d’aver ucciso due persone, con una spada tipo katana, tipo. Li ho infilzati. Ero diventata un’assassina. Di quelle che hanno fatto la cosa sbagliata per la causa giusta, direbbe il mio amico Shantaram. Nel sogno ero consapevole e convinta della mia scelta. Dopo l’omicidio sono andata a casa per parlarne ai miei e dirgli quello che mi aspettava. Loro lo sapevano già, erano addolorati ma in qualche modo orgogliosi.
Dal carcere ho scritto una lettera a Repubblica. Era bellissima. Ma mi sono svegliata.
A volte ho desiderio di lavorare al mercato nero dei dollari di Bombay, o di gestire il traffico di passaporti falsi. E nel tempo libero fare la comparsa nei film di Bollywood. Questi sono gli effetti di 30 giorni lontani dagli inciuci televisivi o web, a vivere come nel 1800: non altra distrazione che i libri.
E il mare. Che quando la temperatura dell’acqua è pari a quella del corpo, allora è come sostare nel liquido amniotico. Secondo me.
Here comes Pagly.
pagly @ 00:28 | commenti: commenti (30)(popup)