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I wish I was a Groupie

written by il martedì, febbraio 27, 2007 in: pensieri, libri, music, pagly

Dopo aver letto il libro di Pamela Des Barres (Io sto con la band)Miss Pamela
mi è venuta una gran voglia di:
tornare indietro nel tempo, trasferirmi a Los Angeles, addobbarmi da femminuccia con vestitini, merletti, nastri e fiori, togliermi la biancheria inutile, avere delle amiche come me per formare le GTO  sotto la guida di Frank Zappa, essere amica di Gram Parsons, andare ai concerti di Jimmy Page, o Jimmy Morrison, farmi eccitare dal loro modo di muoversi e cantare, provare desiderio fisico, recarmi nel back stage, andare a dormire con uno dei Jimmy.
Miss PaglyConoscere Cynthia Plaster Caster e  immortalare con lei in calchi di gesso l'ego dei musicisti, insieme ai loro genitali.

Mi è venuta voglia di un salto temporale, e di essere NON ORA e NON QUI...e di incarnare i panni di quella che da molti viene vista come una puttanella del rock...che invece era innamorata dell'amore.
Come me.

Mi è venuta voglia di essere leggera leggera.
I wish I was Miss Pagly!

Better listening: Simbiosi - Afterhours

pagly @ 11:05 | commenti: commenti (86)(popup)

comodo ma come dire, poca soddisfazione.

written by il giovedì, febbraio 22, 2007 in: politica

Non è mai stato un'impero.
E francamente non riesco ad addolorarmi, così come non riuscii a gioire 9 mesi fa.
All'epoca tirai solo un sospiro di sollievo, adesso sto a guardare senza un minimo di fiducia.

E'come quando finisce una storia d'amore nata già blanda con uno che ti piacicchia quel tanto che basta per non farti schifo, o come quando hai tanta fame e ti nutri all'autogrill: non ne ricavi mai una soddisfazione vera. Non avrò mai un orgasmo da cibo grazie a una rustichella...
e non proverò soddisfazioni, se il non-impero risorge e arranca per altri 9 mesi.
Il pensiero è che nel Paese dove si gioisce per il meno peggio, solo una tabula RASA sarebbe efficace. E francamante, la auspico.

better listening - Forma e sostanza - Csi

 

 

pagly @ 14:00 | commenti: commenti (46)(popup)

in nomine paglis

written by il lunedì, febbraio 19, 2007 in: nonsense, pagly, uteog
Cogitavo, in stato U.T.E.O.G., su un post, di Idiotaglobale,  circa un uomo che portava nel nome la sua storia, per cui lo difendeva orgoglioso. Tra i commenti si giungeva ad osservare che oggi il soprannome conserva in sé il fatto che il modo in cui ti chiamano, ha a che fare con te e con quello che sei. Racconta. Cosa che il nome non fa più.
Il soprannome comunque è sempre dato da altri.
Il nick è un po’diverso. Il nick, è il soprannome che noi diamo a noi stessi.
Lo scegliamo, e poi lo diventiamo.
Il mio soprannome è in origine Pagliaccio. Il Pagliaccio, al maschile. Malleato dall’uso, col tempo si è evoluto in Pagliaccino, Pagliaccetto, Pagliacciastro o più frequentemente Pagli.
Per gli amici, sono quotidianamente Pagli.
Per i blogger invece sono Pagly, con gly letto all’inglese che è il modo in cui Io ho scelto di chiamarmi.
Il punto è che una volta sedimentato, il nome diventa identità. Il risultato è che Pagly del blog è la stessa Pagli di Nocera Infernale, ma un tantino diversa. Un tantino più…più…
Un tantino più ipsilon.
pagly @ 20:59 | commenti: commenti (50)(popup)

Dal diario di Pagly. 11 anni fa

written by il venerdì, febbraio 16, 2007 in: pensieri, curiosità, pagly, diario del 96

sab 19 giugno 1996
Sax ha detto che la droga si produce da sola nella mia testa. Io gli ho detto che nella mia testa ci sono le formichine che ballano.
Forse è vero.
E infatti sentivo una musica prima, forse erano loro che festeggiavano.
Oh, però festeggiano spesso.


Non aggiungo nulla alle parole della giovane Paglyna, solo un po' di cose sulle banconote e la cocaina...
E' stupefacente!!! Su cento banconote di Roma, 97 hanno tracce di cocaina. Da un’analoga indagine compiuta in Inghilterra, è risultato che su due miliardi di banconote in circolazione il 99,9 per cento recano tracce di cocaina. Siamo alla quasi totalità. In Spagna abbiamo la controprova: anche lì su un campione di 100 banconote, il 94 per cento risulta contaminato. E io non ne so niente!
Devo desumere che i nostri soldi
 si fanno alle nostre spalle.

Better listening: Teenage Wristband - Twilight singers


pagly @ 10:04 | commenti: commenti (31)(popup)

Our thoughts compressed

written by il domenica, febbraio 11, 2007 in: viaggi, dilemma

L'erba risveglia i ricordi...e in qualche modo dimostra che quella faccenda del cervello che conserva tutte le infomazioni da qualche parte, come fosse un'immenso archivio statale,  è vera.  Anche se noi, proprietari dell'archivio non sappiamo dove, come, quando e soprattutto perchè. I dirigenti del cervello, preposti alla supervisione del nuovo materiale da conservare in base ad una qualche logica lo sanno. E custodiscono il segreto dell'archiviazione tra le loro cose più care. Ad ogni modo a volte l'erba crea una falla. E dunque ieri mi dirigevo con gli amici del cuore al solito ubriacheggio guinnessoso del venerdì, anche se era sabato in effetti. Lungo il percorso, erba, mi sono ricordata di quando una volta, 300anni fa, eravamo in un paesino dell'Olanda sparso da qualche parte, di cui non ricordo il nome (eh dirigenti, dov'è il nome)...e non sapendo dove passare la notte ci rivolgemmo a un posto per mangiare che si chiamava Bella Italia.

L'egiziano che lo dirigeva, ci ospitò a casa sua. Tutti e cinque. Ci accolse con la sua erba, insieme guardammo un chivuolessermilionario arabo, e stranamente eravamo in grado di comprendere le 4 alternative e dare la risposta esatta. Avemmo un letto, e una bella colazione il giorno dopo, una porzione d'erba per il viaggio.  Al momento dei pagamenti pattuiti lui ci rispose che il suo lavoro era quello di ristoratore non di fittacamere e non prese denaro.
Ce ne andammo dicendogli addio. Dopo dieci giorni di vagheggiamenti per l'Olanda eravamo diretti verso il Belgio.
Comprammo, per portarla al nostro amico egiziano, una bottiglia di vino in un ristorante che non so dov'era, ma apparteneva a dei sardi.
Ed ecco la riesumazione di memoria di cui parlavo: Il ristorante si chiamava MIMOSA. E non so questo da dove m'è uscito. Non ho mai saputo di saperlo e mi immagino i miei dirigenti nel cervallo ubriachi che ballano cantando A friend in needs a friend indeed,A friend with weed is better, che se ne fregano delle fughe di notizie. Ma in fondo, era  sabato anche per loro.

Ma ora mi pongo due domande: Quante altre informazioni conservo nel cervello senza saperlo?
E soprattutto: C'è un modo per riesumarle se eventualmente andrò come concorrente da Gerry Scotty?

Better listening: Pure morning - Placebo

pagly @ 11:36 | commenti: commenti (44)(popup)

strani sogni

written by il lunedì, febbraio 05, 2007 in: viaggi, visioni
Questo uicchend ero a Palermo, che sembra una Napoli bizantina. Tra le altre cose ho fatto un giro alle catacombe dei cappuccini. Per chi non le abbia viste, si tratta di gallerie scavate nella pietra in cui in fila, uno dietro l’altro ci sono centinaia di cadaveri, scheletri con i vestiti e alcuni anche con i capelli. Maschi femmine con i volti che sembrano terrorizzati, scheletri bambini, piccini piccini. Ce n’era uno che aveva gli occhi e mi guardava, si chiamava Antonio Prestigiacomo. bambinaTra questi c’è la bara di una bambina, Rosalia Lombardo, morta nel dicembre del 1920. A differenza degli altri cadaveri questa bambina è totalmente immune agli attacchi del tempo. Sembra una bambola che dorme.
Quella notte la bambina mi è venuta in sogno.
Io ero in macchina, sotto casa mia, ferma ad aspettare qualcosa. Ad un certo punto mi giro e lei è sul sedile posteriore. Mi dice: Mi fai una foto?
Ed io: No, perché lo so dove vuoi andare a parare…
Lei: E dai…
Di mala voglia le scatto la foto. Poi le mi dice di guardare nel mio portafogli. Io lo faccio. Mi giro e lei non c’è più e in mano ho una sua foto con la data di nascita e quella di morte. Solo che la data di morte è un giorno dei primi mesi del 2007, che ancora deve venire.
 
Stanotte ho sognato che vedevo i cani che erano sul titanic nel 1913.
In realtà non so se ci fossero cani sul transatlantico. Quello che so è che i cani tutt’ora vivono in un luogo sperduto del mare artico, nuotano tra i ghiacci, bevono acqua salata, sono inselvatichiti, ma vivi. E stanno bene per essere cani di quasi 100 anni.

Un ringraziamento a Milesfaber che è stato carino e gentile.

better listening: L'agguato - Marlene Kuntz
pagly @ 10:07 | commenti: commenti (57)(popup)