SLAM!!!
Non ci sarebbe stato bisogno di spiegarlo. Ma i se, usati così, non valgono, non contano. E’ solo un modo romantico per restare sospesi nel passato, quando il dado ancora non tratto consente di indugiare su ciò che è stato e su ciò che non potrà essere. MAI PIU’.
La verità del presente è che comunque l’avessero disegnata, sarebbe, nei fatti, stata e rimasta soltanto una porta sbattuta.
SLAM!!!
E non è il rumore in sé, né il gesto di chiusura rabbiosa dell’anta a spingermi a rimuginare. Ma il fatto che quella, era una di quelle porte che una volta chiuse non si riaprono, se non dopo millenni. E cosa avrei dovuto fare io?
Girarmi e andare via. Lasciandomi come si suol dire, alle spalle tutto quello che era stato, e che da quel dannato momento non era più.
Non mi girai. Restai lì, cercando di sfondarla quella porta di merda.
TUMP....
TAM ......
TUMP
Ma all’improvviso mi accorsi che l’avevano disegnata blindata e inespugnabile.
CLANK!!!
Ecco là. Un pezzo di vita in un compartimento a tenuta stagna. Che neanche se fossi stata un liquido, sarei riuscita ad entrare. O far uscire quel pezzo rimasto dentro. E che dentro ci fosse tutto ciò che non avrei mai venduto, e mai scambiato, mai ceduto, poco importa.
Avevo con me una pistola. Vi montai il silenziatore che mi porto sempre dietro
STUMP
STUMP
STUMP
STUMP
STUMP
I proiettili d'un tratto sembravano di gomma. La fottuta porta li respingeva come aveva respinto me.
Con le lacrime sui piedi ho lasciato tutto là. E son venuta via.
Una specie di morte.
Una specie di vita. Dopo.
New born.
L’avrebbero scritto così nei fumetti. E il disegno di una porta chiusa, ancora vibrante per l’urto avrebbe chiarito tutto.
pagly @ 19:45 | commenti:
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