Del ...
Del tempo e di altri demoni

Di quel tempo, anzi quella frammentazione del tempo, figlia della modernità.
Di quella necessità della sincronizzazione degli orologi nata con le ferrovie e con i primi treni.
E sfruttata per gli spostamenti degli eserciti aggressori.
Il tempo, proprio quello che pur non esistendo governa il mondo.
Le ore, quelle che quando dovrebbero fermarsi e cristallizzarsi, perfidamente fuggono.
I minuti, quelli preziosi, quelli penosi, quelli pensosi.
I secondi, assolutamente inafferrabili,
Vorrei dire della simultaneità, che se è cosciente, in realtà non esiste.
E dell’inconsistenza dei tempi umani raffrontati a quelli dei pianeti.
Potrei indugiare sul quel tempo che non torna indietro, e su quello che si ripete noiosamente come in una snervante zona del crepuscolo.
E non voglio prendere il posto di filosofi, sociologi e pazzi che hanno rimuginato su questioni che sono al tempo stesso affascinanti e banali.
Ma questo lo voglio dire, ho una percezione dilatata delle scadenze, la tendenza a vederle lontane.
Inizio a preoccuparmene solo quando realizzo che sono realmente vicine e incombenti.
Quando, in pratica, la loro data è la stessa che c’è sulla busta del latte nel mio frigorifero giallo.

Mary








