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Del ...

written by il martedì, dicembre 02, 2003 in:

Del tempo e di altri demoni

 

 

Di quel tempo, anzi quella frammentazione del tempo, figlia della modernità.

Di quella necessità della sincronizzazione degli orologi nata con le ferrovie e con i primi treni.

E sfruttata per gli spostamenti degli eserciti aggressori.

Il tempo, proprio quello che pur non esistendo governa il mondo.

Le ore, quelle che quando dovrebbero fermarsi e cristallizzarsi, perfidamente fuggono.

I minuti, quelli preziosi, quelli penosi, quelli pensosi.

I secondi, assolutamente inafferrabili,

Vorrei dire della simultaneità, che se è cosciente, in realtà non esiste.

E dell’inconsistenza dei tempi umani raffrontati a quelli dei pianeti.

Potrei indugiare sul quel tempo che non torna indietro, e su quello che si ripete noiosamente come in una snervante zona del crepuscolo.

E non voglio prendere il posto di filosofi, sociologi e pazzi che hanno rimuginato su questioni che sono al tempo stesso affascinanti e banali.

Ma questo lo voglio dire, ho una percezione dilatata delle scadenze, la tendenza a vederle lontane.

Inizio a preoccuparmene solo quando realizzo che sono realmente vicine e incombenti.

Quando, in pratica, la loro data è la stessa che c’è sulla busta del latte nel mio frigorifero giallo.

 

 

 

Mary

pagly @ 16:54 | commenti: commenti (5)(popup)